E COSÌ, a più di ottant'anni dalla sua costruzione, Palazzo Gualino, uno dei capolavori del razionalismo italiano, si appresta a essere trasformato in un condominio a cinque stelle: 36 appartamenti dall'invidiabile vista sul Valentino, che i nuovi proprietari dell'immobile preferiscono definire «di charme». Al settimo piano il super-attico che fu lo studio dell'avvocato Riccardo Gualino e poi, quando il palazzo passò alla Fiat, di Gianni e Umberto Agnelli. L'immobile, progettato nel 1928 dagli architetti Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi-Montalcini, è stato acquistato nel marzo scorso dal costruttore romano Gesco, lo stesso che ha realizzato l'Eataly della capitale. È stato pagato 14,2 milioni di euro. Denaro andato a beneficio del Fondo immobiliare Città di Torino, il portafoglio in cui Palazzo Civico ha fatto confluire i suoi immobili più pregiati, con l'intento di racimolare quattrini per dare respiro alle casse comunali. «Non siamo immobiliaristi, ma costruttori: la nostra preoccupazione sarà di restituire questo edificio alla sua bellezza, così come l'avevano immaginato gli architetti che lo hanno progettato, dopo gli anni di abbandono e degrado», sostiene il costruttore Gerardo Fiore. La ristrutturazione dell'ex sede dei Tributi comunali sarà conclusa entro settembre 2014. L'investimento? «Almeno la stessa cifra spesa per l'acquisto dell'edificio», fanno sapere i proprietari. Il progetto di recupero è firmato dell'architetto torinese Armando Baietto e prevede anche la costruzione di un autorimessa di tre piani, da 80 box auto, che sarà scavata sotto l'edificio, dopo che la struttura di cemento armato sarà sospesa con la tecnica del «top-down», permettendo di creare le nuove fondazioni. Gli appartamenti in cui saranno suddivisi i 7.500 metri quadri dell'edificio varieranno da 50 a 200 metri quadri. Prezzo di partenza: 6mila euro al metro quadro. «Ma le quotazioni precisa Carlo Simonelli, dell'immobiliare Agorà, che gestirà le vendite sono indicative, ogni alloggio avrà un prezzo a sé, in base alla vista, alla posizione e alla disposizione interna». Non sarà messo in vendita, almeno non da subito, il super-attico del settimo piano: 650 metri quadri più mille di terrazze sul Valentino. «Diversi compratori si sono fatti avanti racconta Simonelli ma per il momento preferiamo non accettare offerte: abbiamo in serbo una destinazione speciale». Ma la trasformazione di Palazzo Gualino in appartamenti non piace a tutti. Piera Levi-Montalcini, consigliera comunale, figlia del progettista, esprime forti critiche: «Mi fa male dice pensare che l'opera di mio padre sarà manipolata, fingendo di recuperarla: quel palazzo è un'opera unica, con un significato storico e artistico preciso, pensata nei minimi dettagli per ospitare degli uffici, non per diventare un condominio. Tutto questo mentre a Torino si sta costruendo un grattacielo intero da destinare a uffici». E poi, chiosa Levi-Montalcini, «nessuno scultore si sognerebbe mai di mettere le mani sull'opera di un suo predecessore, al contrario di quanto gli architetti non rinunciano a fare».