«Quel manufatto così ingombrante sta deturpando irrimediabilmente l'opera del Sangallo» Italia Nostra e i comitati cittadini di Firenze passano alle vie legali per combattere il 'mostro' della Fortezza da Basso. Vogliono- la demolizione di tutto il cemento che è stato versato intorno al bastione cinquecentesco e la totale eliminazione del parcheggio interrato. «E' stata completamente calpestata la legge nazionale di tutela dei beni culturali e architettonici denuncia Leonardo Rombai, presidente fiorentino di Italia Nostra. Costruire un manufatto così ingombrante a pochi metri dalla Fortezza significa degradarlo irrimediabilmente. Si tratta dì un problema anche culturale: uno scempio simile darebbe il via libera a qualsiasi altra progettazione urbanistica che potrebbe rovinare i tesori fiorentini». A ciò, secondo Mario Benci-venni, portavoce dei comitati cittadini, vanno ad aggiungersi tutta una serie di carenze di natura procedurale che la Procura non ha ancora avuto modo di valutare. «Da notizie apparse sulla stampa dice pare che non siano state ravvisate anomalie o situazioni di manomissione perpetrate contro gli iter dì approvazione. Ma queste anomalie, invece, ci sono state. Basti pensare alla decisione di non realizzare più il terzo piano del parcheggio perche avrebbe intaccato una falda. Una scelta importante che non è mai stata sottoposta ad una variante di piano». Italia Nostra e i comitati nel loro esposto alla Procura parlano di «scempio» ambientale, urbanistico e culturale e chiedono la rimozione totale di tutto ciò che fuoriesce dal piano originario di campagna. L'esposto, sottolineano Bencivenni e Rombai, è stato preparato molte settimane fa, prima ancora che si alzasse il polverone di polemiche intorno al caso Fortezza. Ora, dicono, è arrivato il momento di dare una mano al lavoro di chi deve valutare cosa è avvenuto intorno alla fortificazione: le planimetrie e tutte le documentazioni raccolte dai comitati e da Italia Nostra sono state consegnate alla Procura, accompagnate dal parere di tre docenti universitari di restauro di Milano, Firenze e Napoli, tutti concordi sulla manomissione del bene culturale. Come il giudizio scritto dal professor Marco Dezzi Bardeschi del Politecnico di Milano, che parla di una «goffa operazione di rialzo del terrapieno sul perimetro», mentre il professor Riccardo Dalla Negra dell' Università di Napoli, si sorprende del fatto che «dopo le vibrate proteste di larga parte del mondo culturale e dei fiorentini la revisione del progetto non abbia portato i frutti sperati».