A seguito dell'incontro tenuto nella sala convegni del castello Gallego, fra i 42 sindaci del Pist "Nebrodi Città aperta" e il Soprintendente provinciale ai beni culturali e ambientali Salvatore Scuto e la dirigente responsabile dei beni paesaggistici naturali e ambientale del versante tirrenico, arch. Anna Maria Piccione, il dott. Scuto con una nota inviata ai sindaci, ha comunicato loro di aver differito dal 30 giugno al 30 settembre la conclusione del procedimento relativo all'adozione del Piano paesaggistico provinciale. Durante l'ultimo incontro i sindaci, l'assessore provinciale Bisignano e il commissario dell'Ente Parco dei Nebrodi Nino Ferro avevano sollevato forti dubbi in merito alla metodologia adotta dalla Sovrintendenza provinciale nella redazione del Piano paesaggistico provinciale ed anche sul contenuto dello stesso piano. L'Ambito n. 8 riguarda l'area dei Monti Nebrodi e in particolare i territori dei comuni di Acque-dolci, Alcara li Fusi, Bronte, Capizzi, Capo D'Orlando, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell'Umberto, Castiglione di Sicilia, Cerami, Cesarò, Floresta, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Malvagna, Maniace, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Mojo Alcantara, Montalbano Elicona, Motta d'Affermo, Naso, Nicosia, Pettineo, Raccuja, Randazzo, Reitano, Roccella Valdemone, San Fratello, San Marco d'Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, San Teodoro, Sant'Agata Militello, Santa Domenica Vittoria, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Sperlinga, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa, Ucria fra cui i comuni ricadenti nella Coalizione territoriale del Pist e nel territorio dell'area protetta del Parco dei Nebrodi. Il Piano territoriale paesistico, secondo le pregiudiziali avanzate nel corso dell'incontro, sarebbe stato redatto senza la necessaria concertazione fra la parti, senza tenere conto dei piani territoriali, dei piani regolatori dei comuni esistenti e approvati da anni anche dalla stessa Soprintendenza, per cui col Piano paesistico provinciale si è cercato di riscrivere, vincoli, limitazioni e condizionamenti immediatamente operanti nei confronti dei referenti istituzionali e dei singoli operatori, le indispensabili azioni di salvaguardia. A tale modus operandi sono "insorti", ritenendolo "vessatorio" come detto, i soggetti interessati per cui l'assemblea aveva chiesto, nella considerazione del fatto che numerose amministrazioni comunali del comprensorio si erano insediate soltanto da alcune settimane, di spostare nel mese di dicembre il termine per la conclusione del procedimento e di interfacciarsi con un tavolo di lavoro che l'assemblea del Pist aveva individuato. Ma stando alla nota trasmessa ai sindaci, la Sovrintendenza intende continuare sui binari avviati dal febbraio scorso.