Ieri mattina, su invito della Sac, si sono confrontati attorno ad un tavolo, all'Hotel Romano Palace, tutti gli enti coinvolti nella realizzazione del «nodo intermodale», il collegamento strategico tra ferrovia e aeroporto internazionale di Fontanarossa Ieri mattina, su invito della Sac, si sono confrontati attorno ad un tavolo, all'Hotel Romano Palace, tutti gli enti coinvolti nella realizzazione del «nodo intermodale», il collegamento strategico tra ferrovia e aeroporto internazionale di Fontanarossa. Un progetto presentato all'Unione Europea che, per la sua qualità e per l'importanza dello scalo catanese, è stato selezionato tra tanti e cofinanziato con 1 milione di euro, un altro milioni sarà stanziato da Enac e Sac. Il progetto di fattibilità prevede l'allungamento della pista grazie all'interramento dei binari della ferrovia e, in prospettiva, la realizzazione di un'altra pista, a sud, più lunga e parallela a quella attuale. Questo permetterà di il decollo e l'atterraggio di aerei di grandi dimensioni, e dunque, il potenziamento del traffico internazionale. E' previsto che la rete ferroviaria sia strettamente collegata all'aeroporto per consentire ai passeggeri di raggiungere le varie mete dell'isola. La soluzione scelta da Rete ferrovie italiane è di utilizzare l'attuale rete da Acquicella a Bicocca attrezzandola con marciapiedi e sottopassi e di collegare la nuova stazione, a 500-600 metri dall'aeroporto, con una sorta di trenino. Il sindaco Stancanelli ha colto l'occasione per ribadire l'importanza del raddoppio ferroviario, ma realizzato in modo da rispettare il tessuto urbano e questo significa opporsi all'attuale progetto che prevede una calotta di plexigas alta 7 metri sugli Archi della Marina, lo sventramento di un'area archeologica e la conseguente demolizione di palazzi del Settecento e dell'Ottocento.B Ha anche illustrato il percorso alternativo - in tunnel dalla stazione centrale ad Acquicella passando per il porto sotto lo specchio d'acqua antistante la capitaneria - e il piano economico per sostenerne il costo. L'ing. Roberto Mancini, di Rfi, ha replicato di non conoscere il progetto, ma di essere disponibile ad eventuali modifiche migliorative, se possibile. Si sa che gli scogli da superare sono il fatto che esiste un accordo firmato da tutte le parti in causa e che il nuovo percorso non può essere considerato una variante, ma un nuovo progetto che andrebbe finanziato, con i costi notevoli che questo comporta. Ma il sindaco Stancanelli, la nuova sovrintendente e la città tutta premono perché si cambi a salvaguardia della città. 20062012