Carabinieri a Pitigliano dopo il servizio di Striscia Camilli: «Niente Etruschi, ma ho fatto pulire lo stesso» Non tutto è in cattivo stato per i turisti nella zona del Tufo, anzi. A pochi chilometri da Pitigliano, infatti, attraverso la via cava di San Giuseppe, in un'ora e mezzo di buon cammino, attraverso luoghi molto suggestivi, si può giungere all'antica cittadina etrusca di Sovana, uno dei posti più belli della Maremma, famosa per il duomo romanico e per numerose tombe etrusche. Ovviamente a Sovana si può andare anche in auto. Quelle intorno a Sovana sono tombe monumentali quali la Ildebranda (nella foto), la tomba di Pola e quella del Tifone, la suggestiva via cava di San Sebastiano e il cosiddeto "cavone", limitrofo all'Ildebranda. Tutti i siti sono ben conservati e aperti ai turisti. di Antonello Carrucoli wPITIGLIANO Blitz dei Noe e della Soprintendenza a Pitigliano. Dopo un servizio messo in onda qualche giorno fa da "Striscia la notizia", i carabinieri del nucleo ecologico hanno fatto un sopralluogo lungo la via cava di Poggio Cani, confermando che gli ipogei oggetto del filmato-denuncia non sono tombe etrusche, ma grotte scavate in epoca assai più recente per ospitare gli animali. Il servizio evidenziava lo stato di degrado di "tombe etrusche" adibite a discarica con rifiuti di vario genere: dal frigorifero al materasso, dagli arredo bagno con tanto di pitale, all'eternit ed altre cose. Il servizio di Striscia si concludeva con l'auspicio "che qualcuno riporti questi percorsi allo splendore etrusco che gli compete". Così Pierluigi Camilli, ex giornalista Rai ed attuale sindaco di Pitigliano, ha fatto ripulire tutta la zona in questione stigmatizzando «il comportamento incivile di coloro che continuano a considerare il territorio come una discarica», ma poi è andato oltre: ha rivestito i panni del giornalista e in una videointervista che verrà inviata alla redazione di Striscia, ha chiesto ad Enrico Pellegrini - direttore-archeologo della soprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale - se gli ipogei definiti tombe etrusche fossero tali o meno. E le sorprese non sono mancate, non solo in relazione alle grotte ma anche alle suggestive e ciclopiche vie cave, comunemente conosciute anche come "tagliate etrusche". «Debbo precisare - ha detto l'archeologo - che a seguito del censimento effettuato negli anni 2000-2003, le grotte della parte alta di Pitigliano, comprese quelle della via cava di Poggio Cani, non sono tombe etrusche, ma ambienti medioevali e post medioevali; il tufo si lavora facilmente e guardando gli intagli dell'escavazione si vede benissimo che non è una lavorazione etrusca. In questi ambienti notiamo l'uso di uno stumento a punta, mentre gli Etruschi usavano un'accetta dal taglio piatto e largo. Questi ambienti, essendo vicini agli orti, vennero scavati dagli abitanti del luogo per la rimessa e l'allevamento degli animali e solo una grotta, quella nella parte bassa della via cava, per altro ampiamente riutilizzata come stalla, potrebbe essere stata una tomba etrusca. Comunque, indipendentemente da questo, si tratta di percorsi suggestivi ed emozionanti che vanno conservati e tutelati al meglio, non un luogo in cui la gente accumula o abbandona quello che vuole». E un an'altra sorpresa l'archeologo ce la riserva con le vie cave. «Sorpresa fino ad un certo punto, perché gli addetti ai lavori sanno benissimo che in tutto il comprensorio dei tufi - Pitigliano, Sovana e Sorano - di vie cave effettivamente etrusche ce ne sono soltanto cinque: tutte le altre sono medioevali. questo è un dato di fatto scientificamente documentato. Certo, il problema è come mantenere e conservare nel modo più idoneo questo immenso ed importante patrimonio archeologico; le amministrazioni comunali hanno difficoltà economiche e possono fare ben poco; personalmente posso portare ad esempio positivo una bella esperienza di un paese laziale vicino a Pitigliano, Grotte di Castro, in cui da anni un gruppo di volontari preparati e seguiti dalla soprintendenza, in sinergia con il Comune, contribuiscono alla ripulitura ed alla conservgazione delle emergenze archeologiche della zona». Il responsabile dell'uffico tecnico Vasco Mosci puntualizza che «tre, quattro delle grotte in questione sono di proprietà; per le altre, regolarmente accatastate, non ci è possibile rintracciare il proprietario senza un'accurata indagine storica - che abbiamo iniziato - perché prima c'era l'usanza che attraverso uno scritto su un foglietto si passava la proprietà; la zona è stata completamente ripulita e alcune grotte sono state temporaneamente chiuse per evitare che continuino ad essere usate come discarica da persone incivili».
TOSCANA - Stalle, non tombe il blitz del Noe dentro alle vie cave
I carabinieri del nucleo ecologico di Pitigliano hanno fatto un sopralluogo lungo la via cava di Poggio Cani, confermando che le "tombe etrusche" oggetto di un servizio di Striscia la notizia sono in realtà grotte scavate in epoca assai più recente per ospitare gli animali. Il servizio di Striscia aveva evidenziato lo stato di degrado di queste strutture, che erano state utilizzate come discarica con rifiuti di vario genere. Il sindaco di Pitigliano, Pierluigi Camilli, ha fatto ripulire la zona e ha chiesto all'archeologo Enrico Pellegrini se le grotte fossero effettivamente tombe etrusche.
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