ROSELLE Dal 2010 un cartello sbarra l'ingresso di un tratto di mura del parco archeologico di Roselle. Troppo pericolante. Massi ciclopici rischiano di crollare da un momento all'altro. Più di 100 metri sono blindati ma nessun fondo è mai arrivato in soccorso. Dal Mibac (ministero per i beni archeologici) è praticamente impossibile ottenere soldi per il recupero, ma quel che è peggio anche i fondi disponibili (800mila euro intercettati su bando interministeriale dall'ex direttore del sito, Mario Cygielman) non arrivano, né è dato sapere in quale oscuro corridoio si siano impantanati. Un rapido tour nel parco archeologico alle porte di Grosseto - sterminato tesoro regalato dagli antenati - svela subito come l'area sia destinata al tracollo se non arrivano misure urgenti. Aree ko. Quel tratto di mura è inagibile «da quando - dice Fabio Monaci, 49enne custode degli scavi - crollarono i massi e fu deciso di sigillare il percorso: ancora oggi l'intera discesa dall'anfiteatro alla biglietteria resta chiusa. La si è sbarrata aspettando che prima o poi qualche fondo arrivasse..». Fondi al palo. Invece il paradosso è che non solo si centellinano i nuovi fondi per restauri, scavi e manutenzioni, ma non arrivano neppure quelli già conquistati. Un finanziamento è bloccato da tre anni, e il sospetto è che naufraghi per lo scadere dei termini per cui era stato programmato. Fu ottenuto nel 2010 dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana su fondi Arcus, società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo. Il progetto, presentato da Cygielman, prevedeva un "intervento di valorizzazione e restauro dell'area archeologica di Roselle"; e contemplava un restauro di edifici e ruderi (lavoro effettivamente realizzato nella Domus dei mosaici), ma soprattutto «la realizzazione di un sistema di illuminazione che consentisse l'accesso all'area anche nelle ore notturne, incentivasse gli spettacoli teatrali e permettesse una migliore fruizione del sito..». Fu ottenuto un fondo da 800mila euro per il triennio 2010-2012. Tra sei mesi il 2012 scadrà ma i progetti non sono andati in porto se non in minima parte. Sono stati rinnovati i cartelloni; sono state fornite audioguide; copie di statue romane sono state collocate nei punti nevralgici del sito per abbellirlo. Ma manca all'appello - per «mancanza di fondi» -tutta la parte più sostanziosa, cioè il percorso di illuminazione notturna. Copia del progetto "vincitore" è esposta all'ingresso del sito, davanti alla biglietteria: come una sorta di manifesto-fantasma. Sos informazioni. Tra i mali del parco archeologico è la mancata promozione. Il ministero non fa menzione da nessuna parte dei tesori di Roselle, ex dodecapoli etrusca: nessuna traccia online. L'ufficio informazioni è gestito dalla Pro loco di Roselle, che l'ha dato in gestione alla coooperativa Le orme. Ma per un accordo tra Comune di Grosseto e Pro Loco, il locale resta aperto solo il pomeriggio (e neppure tutta la settimana, per esempio è chiuso il mercoledì). Le scolaresche che arrivano la mattina trovano chiuso. Emorragia di turisti. Da gennaio a oggi i turisti che hanno visitato gli scavi di Roselle sono scesi a 9mila. L'anno scorso, nello stesso periodo, erano qualche migliaio di più, ma erano il quadruplo dieci anni fa. Elisabetta Giorgi