LUCCA Sulla questione dei mercati in San Michele, la Soprintendenza non ha da aggiungere altro rispetto a quanto è già stato detto. Almeno per ora, almeno fino a quando non interverranno opere di rifacimento della pavimentazione. L'ingegner Francesco Cecati, funzionario delle Belle Arti e coordinatore della tutela architettonica all'interno dell'ente che, in città, ha sede in piazza della Magione, si mostra perplesso di fronte alle nuove richieste degli ambulanti dei tre mercati annuali che, fino all'anno scorso, si svolgevano in San Michele, di tornare a collocare qui i loro stand (dal momento che da Natale 2011 in poi sono stati trasferiti in piazza Napoleone perché il sagrato di San Michele era gravemente danneggiato). Dall'ottobre 2011, per San Michele la Soprintendenza ha emesso un'ordinanza di divieto di organizzarvi manifestazioni in sede fissa. «La piazza - spiega l'ingegner Cecati - deve essere visibile in ogni momento. Credo che l'obiettivo di Lucca, considerata una delle città rappresentative d'Italia all'expo di Shangai, sia di conservare il suo patrimonio storico e architettonico. Oltretutto, non dimentichiamo che piazza San Michele è il foro di Lucca. Inoltre si tratta di una piazza, e nessuno può vietare il diritto universale delle persone a goderne». Intanto gli ambulanti sono tornati alla carica per chiedere di essere "riammessi" in piazza San Michele, magari con stand più leggeri di quelli che erano stati utilizzati in passato. Gli stessi ambulanti si sono rivolti al nuovo assessore al commercio Giovanni Lemucchi chiedendo di informarsi sulle possibilità di tornare in piazza San Michele