Ornaghi non ha neanche visitato il cantiere della Battaglia nel Salone dei 500 BATTAGLIA di Anghiari a un punto fermo. Il ministro Ornaghi, ieri a Firenze per una visita istituzionale, non si è pronunciato sull'opportunità di proseguire o meno la ricerca dell'affresco di Leonardo da Vinci. «Non sono io che dico se va avanti» ha detto al cospetto delle soprintendenti Acidini e Marino. «C'è una proposta, ci sono regole chiare e fissate da tempo. La Soprintendenza con tutta la documentazione necessaria farà la sua valutazione in modo responsabile» ha continuato. Il ministro non ha visitato il ponteggio delle ricerche della Battaglia nel Salone dei Cinquecento. ANGHIARI punto e a capo. Il ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, invocato a gran voce da Renzi per un sopralluogo al "cantiere" della ricerca del capolavoro leonardesco, piomba a Firenze per quella che è però una visita istituzionale tra Palazzo Vecchio, Uffizi e Opificio delle pietre dure. E dopo l'incontro privato col sindaco, accanto alle due "signore della tutela" di Firenze, le soprintendenti Acidini e Marino, nel bel mezzo della visita agli Uffizi, si tira fuori dalla querelle sulla ricerca: «Non sono io che dico se va avanti. C'è una proposta, ci sono regole chiare e fissate da tempo. La Soprintendenza con tutta la documentazione necessaria farà la sua valutazione in modo responsabile ». Nemmeno un salto sul ponteggio che ancora "intrappola" il Vasari nel Salone dei Cinquecento: «Non c'è stato il tempo », dice solo il ministro. Acidini, interrogata poco dopo, spiega di non essere nemmeno lei in grado di dire sì o no. Quantomeno non subito. Chiarisce di essere ancora in attesa di una richiesta da parte del promotore principale dell'operazione Anghiari, il sindaco Renzi: «Ora la prossima mossa spetta al richiedente. Sono ancora in attesa di una nota scritta che spieghi come si intende proseguire la ricerca. Si riceve una proposta e si valuta». Anche «facendo ulteriori verifiche », cioè coinvolgendo l'Opificio. Da Palazzo Vecchio a quanto pare ben due lettere negli ultimi mesi sarebbero state spedite al ministero dei beni culturali per chiedere un ok sull'avanzamento della ricerca. Ma Acidini non ne vuole sentir parlare: «Forse sono arrivate al ministero, ma non a me», taglia corto la soprintendente. Tra l'altro in Soprintendenza dovrebbe anche essere arrivato un progetto sulla prosecuzione della ricerca. Ma per la caccia al Leonardo perduto, per ora sembra che più di tutto si sia perduto del tempo. E che, come in un gioco dell'oca, si sia tornati ad un nuovo inizio: non è il ministro a dover dire l'ultima parola ma la soprintendente. Nel frattempo da Palazzo Vecchio nelle scorse settimane è arrivata all'Opificio la richiesta di un progetto e un preventivo per il restauro della Battaglia di Scannagallo del Vasari, il dipinto che sarebbe sopra il misterioso Leonardo. Non è chiaro come sia compatibile un restauro con la prosecuzione delle ricerche di Anghiari. Comunque sia, prima di sbloccare la ricerca passerà altro tempo. A pagare il ponteggio, praticamente inutilizzato da mesi, è il National Geographic. Ieri il vicepresidente Terry Garcia in Palazzo Vecchio ha parlato con Ornaghi, il quale gli ha spiegato che l'interesse ad andare avanti c'è anche se la competenza è della Soprintendenza. Per gli americani è importante che venga fatto un programma sulle prossime tappe dei lavori. Non c'è alcuna voglia di aspettare altri mesi senza fare niente. Adesso tocca ad Acidini dire sì o no. Esaminare attentamente le carte, le modalità con cui Renzi e il professor Seracini, capo della ricerca, intendono andare avanti. E poi pronunciarsi. Di fronte allo stesso Renzi, Ornaghi avrebbe del resto chiarito di considerarsi uno «spettatore» di questa operazione. Ripetendo che è la Soprintendenza ad avere il «bastone del comando». Quel che preme al ministro è che, qualunque cosa si decida, si prosegua con la massima cautela: «Come ogni ricerca anche questa deve essere rigorosa. Credo che ciascuna tappa, pur minima, debba essere rigorosamente concordata con la Soprintendenza al polo museale. Lo dico da comune cittadino: si può ipotizzare la grandissima scoperta o anche nulla, importante è che il procedimento sia scientificamente ineccepibile», spiega Ornaghi. Su nuovi Uffizi e completamento del Parco della musica del Maggio invece il ministro porta buone notizie: «Completare questa grande opera è un dovere», dice sui nuovi Uffizi. Chiarendo che nell'incontro avuto ieri si è parlato di tempistica e tappe concrete per finire tutto entro il 2016. Trenta milioni in tre anni, 10 l'anno, è l'impegno che si è preso il ministro. Sul nuovo Maggio, per cui mancano 60-80 milioni di euro: «Non diciamo che è un sogno, diciamo che è una bella speranza. E' fra le 2, 3 grandi opere da fare in Italia». Un impegno a sbloccare i denari fermi al Cipe quello del ministro, chiariscono dal suo staff.