Gli ex enti lirici «li abbiamo ereditati in condizioni di voragine finanziaria, e in questi anni abbiamo iniziato, n accordo con soprintendenti e presidenti, un'operazione per risanare questa voragine che portava ad un autentico suicidio». Lo ha rilevato ieri a Venezia il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, interpellato sulla scarsità di risorse lamentate dalle Fondazioni liriche italiane. «Questa operazione di risanamento è stata quasi condotta a termine -ha proseguito -, occorrono ancora dei passaggi legislativi che avverranno nelle prossime settimane. Al presidente del Consiglio sto ora per presentare un programma di sviluppo della musica e della lirica. Ma per Investire bene - ha concluso - è necessario prima risanare». Tornando al discorso dei presunti tagli del governo al Fus (tagli che vengono automaticamente effettuati dal 1985) il Maggio di Firenze non sembra sia stato uno dei più penalizzati. Nel 1985 lo stanziamento a livello nazionale fu di circa 159 milioni di euro e nel 2002 di 243mlioni arca. Secondo i dati Istat al pari con l'inflazione uno stanziamento comunque inferiore alla cifra avanzata nell'85 anche se non di molto.