Apre la Centrale idrodinamica, Caroli direttore del polo espositivo che ora deve essere allestito. Con la vicina stazione elettrica il costo sarà di 12 milioni di euro Diciotto anni fa la prima idea. Ieri l'inaugurazione della Centrale idrodinamica del Porto vecchio in veste di museo, coi suoi macchinari ottocenteschi potenzialmente funzionanti, e una struttura architettonica fascinosa, dopo un restauro filologico ora portato a termine. Accanto si sta lavorando (e bisogna finire entro luglio del prossimo anno per non perdere i finanziamenti europei) al secondo "pezzo", la Sottostazione elettrica che ai suoi tempi dava energia alla complessa meccanica capace di tutti i sollevamenti necessari all'attività commerciale. La Centrale fu costruita nel 1890, restò in funzione a forza d'acqua fino agli anni Trenta, poi fu elettrificata, e così restò attiva fino al 1980. Tutto è rimasto intatto, aspettava solo il riassesto, la ripulita. Il taglio del nastro è stato affidato a Fulvia Costantinides, grande mecenate di restauri in città, e qui testimone felice della rinascita «di un altro pezzo di Trieste». A godere meritatamente dell'evento l'applauditissima Antonella Caroli, appena assunta per un anno come direttore del Polo museale del porto. La studiosa è stata, in appoggio all'Autorità portuale e col supporto di Italia nostra, la paziente e tenace tessitrice della complessa operazione, in senso culturale ma anche tecnico ed economico. Alfonso Maria Rossi Brigante, il presidente della fondazione Istituto di cultura marittimo portuale, cui il museo fa riferimento, ne ha elogiato «l'energia inesausta, l'ottimismo, l'entusiasmo contagioso». E Caroli ha già annunciato mostre in arrivo da Amburgo e Stoccolma, «anche per aiutare l'Autorità portuale nei rapporti che servono per acquisire nuovi traffici» ha detto, spiegando come grazie a questa eredità storica, a queste architetture, e ai macchinari praghesi «Trieste non ha eguali in tutta Italia e in Europa, e può fare concorrenza ai musei portuali di Londra, Brema, Stoccolma, Amburgo». La stessa Caroli ha iniziato a catalogare il patrimonio storico del porto per la futura esposizione, e ha organizzato l'apertura al pubblico. La Centrale, adiacente al Magazzino 26, sembra, da fuori, un castelletto, col suo color giallo "asburgico". Quando anche la Sottostazione elettrica sarà completata, il costo complessivo sarà stato di 12 milioni. Fondi del ministero dei Beni culturali, della Regione, dell'Autorità portuale ed europei (Por-Fesr2009-2013). A fare gli onori di casa, la presidente dell'Autorità portuale, Marina Monassi (Rossi Brigante: «La principale artefice di questo successo»), assieme a Costantinides e a Etta Carignani a nome dell'Ande («Vogliamo che il porto si apra alla città, e la città al porto, grazie a Caroli che ci ha ridato una cultura anche coi convegni ad Amburgo: senza questa non si fa impresa, senza impresa non ci sono innovazione e sviluppo»). Saluti e lodi convinti sono stati espressi da don Emilio Salvadè, a nome del vescovo Giampaolo Crepaldi, e da Giangiacomo Martines, direttore regionale dei Beni culturali: «Polo muse-ale, navi da crociera che sbarcano in strutture storiche come la Stazione marittima: ecco una delle più vincenti cartoline di Trieste». Da domani visite per il pubblico Da domani e fino al 20 luglio, nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì, la Centrale idrodinamica di Porto vecchio sarà sperimentalmente aperta alle visite dalle 9.30 alle 12.30 (biglietto a 3 euro), grazie al lavoro volontario di esperti incaricati da Antonella Caroli, direttore del Museo: Guardia costiera ausiliaria, Marinai d'Italia, Italia nostra, associazione Aldebaran e altri. I gruppi devono prenotare allo 040.6732621 (da lunedì a giovedì 10-12 e 14-16). Un paio le vetrine di materiali storici, ma è il luogo stesso a meritare una visita. Intanto la gara per l'allestimento è stata vinta dallo Studio TassinariVetta in associazione con altri professionisti.