I due casi veneziani fanno luce su una questione molto delicata, ovvero quanto e quando il volontariato può intervenire nel pubblico. Un contributo che per il vicesindaco Sandro Simionato assume un grande valore quando non va a intaccare il lavoro in attivo. «Mi sembra un ottimo scambio l'accordo che si sta costituendo tra Ca' d'Oro e l'Auser. È ancora in via di definizione la reciproca posizione, ma senza avere tutte le carte in mano adesso, posso dire che si sta creando una situazione che porta vantaggi a entrambi. All'Auser perché ha la possibilità di svolgere un'attività di formazione nei confronti dei cittadini e a Ca' d'Oro che può continuare a rimanere aperta. Mi pare interessante, ma bisogna giungere a un accordo affinché non si arrivi a una situazione che apre un conflitto anche tra vecchie e nuove generazioni. Non si deve arrivare al punto che i più anziani o i volontari sostituiscano i più giovani o i posti precari, ma analizzare ogni situazione in maniera puntuale. Sono favorevole a questo accordo solo se l'attività del volontariato è aggiuntiva e non sostitutiva». La ricerca pilota sul rapporto tra mondo del volontariato e istituzioni pubbliche, esposta sul portale www.mapin.eu, realizzata dalla Fondazione Pellicani, ha evidenziato il fondamentale contributo del primo sul secondo. Si è dimostrato che, nella nostra provincia, i servizi effettuati dai volontari vengono finanziati per 10 milioni di euro, ma ne rendano al pubblico 50. Costi che però vanno monitorati per portare un vantaggio a entrambe le parti. I volontari, come nel caso di Ca' d'Oro e Querini, sono persone in pensione che si rendono disponibili. Per la Galleria Franchetti di Ca' d'Oro l'iniziativa in corso è quindi un aggiunta a un servizio che, di fatto, non sarebbe continuato. Per la Querini si è invece di fronte a una situazione ambivalente che bisogna tenere sotto controllo, evitando in futuro che si crei equilibrio tra le due forze e non opposizione.