Un primo obiettivo potrà sembrare anche banale, ma sarebbe comunque importantissimo: riuscire finalmente a mettere in un'unica mappa tutti i vincoli, di ogni tipo, che oggi esistono «su un terzo del territorio veneto», sottolinea il vicepresidente Marino Zorzato, assessore all'urbanistica. Ma non è, come potrebbe sembrare, un modo per "ingessare" il territorio, anzi: «Il nostro obiettivo, per il quale stiamo lavorando da quasi tre anni fianco a fianco in un "Comitato tecnico per il paesaggio" con il Ministero dei beni culturali e le soprintendenze, per definire l'esatta interpretazione dei vincoli stessi, proprio per evitare quello che accade oggi per cui un progettista lavora per mesi con gli enti pubblici dando una sua interpretazione di un vincolo e poi si ritrova che la soprintendenza dà tutt'altra interpretazione e boccia tutto. Qualche vincolo lo stiamo pure togliendo, semplicemente perché magari, per fare un esempio, è legato alla presenza storica di un corso d'acqua che non c'è più». SEMPLIFICARE LE PROCEDURE "PAESAGGISTICHE: Insomma, l'obiettivo è chiarire, semplificare per ottenere due obiettivi precisi anche se non proprio vicinissimi: salvaguardare sia il paesaggio veneto che il suo sviluppo economico. C'è tutto questo nell'operazione storica che la Regione sta cercando di mettere a segno: rivedere e portare all'approvazione definitiva (mai avvenuta) il Ptrc Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc). Con la novità che dovrebbe appunto permettere di evitare una valanga di guerre legali future: far assumere al Piano la valenza paesaggistica, che sia riconosciuta appunto dal Ministero e permetta così di evitare lunghissime trafile di autorizzazioni successive ogni volta che ci sia un vincolo in ballo. «Far confluire la pianificazione urbanistico-territoriale e quella paesaggistica in un unico piano - sottolinea Zorzato - contribuirà a semplificare la vita del cittadino e delle amministrazioni locali». Nel momento in cui però si va a rivedere-approvare un documento fondamentale come il Piano territoriale regionale, la procedura prevede che sia dato ascolto anche ai cittadini. Per questo Zorzato e il suo staff, nel proseguire del lungo iter verso l'approvazione definitiva (si mira ad adottare il Piano entro ottobre), hanno deciso di organizzare, una per provincia, sette "azioni per aggiornare il Ptrc", cioè sette incontri pubblici durante i quali la Regione pone uno alla volta i grandi temi della gestione del territorio regionale. A Belluno si è già discusso di "montagna': e ieri a Rovigo si è parlato di "cultura e natura", con ampio dialogo e dibattito tra tecnici ed esperti. «Tutto quello che proponiamo - conclude il vicepresidente della Regione - deve entrare in un progetto che veda in rete natura, paesaggio, cultura, turismo».