Attesa in paese per la delicata operazione di salvataggio Una maxi gru, fra le più grandi operanti in Italia. Serviranno diversi Tir per trasportarla ed un giorno intero per montarla. E lei la chiave di volta di questa operazione che consentirà di "salvare" il cupolino del campanile dell'Immacolata evitandone l'abbattimento, come chiesto da Comune e parrocchia. Sarà la maxi gru ad agganciare dall'alto il cupolino, pesante 27 tonnellate e tenerlo stretto mentre gli operatori dei Vigili del fuoco imbragheranno le colonne sottostanti. Un lavoro complesso, non esente da pericoli, che si svolgerà in quota, all'altezza di circa 60 metri e che sarà compiuto dalle squadre specializzate dei Vigili del fuoco Saf (nucleo Speleologico alpino fluviale). Arrampicatori in grado di operare in condizioni estreme e che avranno il compito più difficile. Il cupolino. infatti, poggia su otto colonne di mattoni, alte tre metri e pesanti ciascuna una tonnellata. Le colonne sono staccate dalla cupola, anch'essa in mattoni. Ma, ed è questo il pericolo più grave, sono lesionate anche alla base con la spaccatura degli angoli. In pratica, la loro base è come la punta di una matita. Al momento si reggono in piedi solo perché fermati dal peso del cupolino. Ma se la cupola dovesse essere rimossa, cadrebbero o sulla piazza, o internamente alla cella campanaria, provocando danni incalcolabili. Per questo l'operazione studiata a tavolino prevede, una volta agganciata la cupola dalla maxi gru, di mettere in sicurezza una per volta le otto colonne agganciandole con delle cinghie speciali a una coppia di assi da cantiere. A loro volta i legni poggeranno sul piccolo tiburio ottagonale che sormonta la cella campanaria e che è rimasto intatto. Il muro, alto circa 2 metri, è rimasto intatto e può quindi costituire un solido aggancio per l'armatura delle travi. Oltre al Saf, opereranno anche i Vigili specializzati dell'Ncp (nucleo coordinamento opere provvisionali) che collaboreranno per la posa in opera delle armature e dei ponteggi.