Palazzo Te all'inizio dell'estate è ancora più bello e in questi giorni si prepara a nuove cure, restauri e manutenzione straordinaria. Anzitutto quelle per risanare i danni del terremoto. Ben sapendo che le crepe già restaurate stanno ferme o al massimo si riaprono di poco, quelle non ancora ricucite con le malte elastiche, possono divaricarsi e far cadere intonaci e parti di affresco. Dunque al lavoro subito. come peraltro è stato fatto con la parete esterna - verso la ferrovia - delle Fruttiere, già disassata da decenni, ma che dopo il sisma si mostrava a rischio. E' stata messa in sicurezza con sostegni esterni. A fare il punto ieri è stato il sindaco Nicola Sodano, con il direttore dei musei Stefano Benetti e la conservatrice Chiara Pisani. Le vasche delle pescherie. Ci sono poi i lavori programmati. Il primo colpo d'occhio va alle Peschiere a secco. Svuotate alcuni mesi fa, per rifare l'impermeabilzzazione. Entro luglio torneranno l'acqua e i pesci. I lavori, seguiti dall'ing. Mastromarino dei Lavori Pubblici, sono costati poco più di 200mila euro, messi a disposizione dalle Regge dei Gonzaga, il Consorzio di Comuni sostenuto da Fondazione Cariplo per la valorizzazione dell'eredità gonzaghesca. «L'ultimo restauro era stato quello del 1984-89 e le guaine hanno una durata sui vent'anni - ricorda il sindaco -, c'erano infiltrazioni rischiose per le fondamenta del palazzo, inoltre andava rimesso a norma il sistema antiincendio». I danni del terremoto, aggiunge Sodano, sono stati tutti fotografati, mappati e quantificati: serviranno 30-35mila euro. «Utilizzeremo fondi dello Stato per il terremoto, o quelli stanziati dall'A22 o la generosità dei mantovani». Le ferite. Le crepe e i distacchi di intonaco seguiti alle scosse più violente, sono concentrati sul lato nord. E ciò, in un certo senso, è confortante. Infatti lavori importanti di restauro sono previsti proprio per le facciate nord ed ovest (l'una dà sui giardini e la città, l'altra con l'ingresso d'onore guarda verso la piscina Dugoni) con un milione di euro delle Regge dei Gonzaga. Si partirà dalle zoccolature fermando la risalita dell'umidità per salire fino ai tetti. L'Appartamento del Giardino Segreto. Oltre alle facciate sarà restaurato l'Appartamento segreto di Federico II Gonzaga, di cui attualmente si visita solo la prima stanza, di Attilio Regolo, a fianco del Giardino che porta alla Grotta, realizzati appunto lungo la fiancata nord. Ci sono altre due stanze molto belle con finestre aperte sui giardini interni ed esterni. La Sala degli uccelli presenta un soffitto a nicchie, dentro ciascuna era dipinto un uccello raro. Le tre sale erano il "rifugio" del duca Federico II, quando voleva isolarsi non solo dalla madre Isabella d'Este, dalla moglie Margherita Paolologo e dai loro 7 figli, tutti residenti a Palazzo Ducale, ma dalla stessa amante Isabella Boschetti (con lei 2 figli) che invece a Palazzo Te ci abitava, probabilmente nelle sale di Ovidio, Metamorfosi e Sole-Luna. Federico pare riservasse a sè le Sale dei Cavalli, di Amore e Psiche, dei Venti e di Fetonte. La Sala dei Giganti era per gli ospiti importanti, come l'imperatore. Gli affreschi con le favole di Esopo. Intanto nel Giardino segreto sono quasi finiti - e fra una settimana sparirà il ponteggio - i restauri del prospetto superiore, con stucchi e affreschi raffiguranti scene dalle favole di Esopo sulla parete che si apre sulla grotta. Se ne occupano la ditta Arkè di Roma e Marchetti-Fontanini di Brescia, sotto la guida della restauratrice Maria Chiara Cerioti, che ha lavorato anche nella Camera degli Sposi di Palazzo Ducale. I restauri sopra la Loggia furono conclusi l'anno scorso, quando fu risanata anche la parete nord, con la fascia decorata in alto. Stucchi in rilievo e cariatidi ripuliti sono incantevoli. Il "com'era" lo si nota sulla parete sud, dove gli stucchi sono anneriti. «Oltre allo sporco - spiega Benetti - c'era un problema di decoesione degli affreschi, e in alcuni punti un attacco biologico di alghe e licheni che, se non fermato subito, distru : e tutto». Saranno restaurati anche gli affreschi sotto la Loggia, che stando all'aperto hanno bisogno di cure periodiche.Questa è una parte molto su: estiva di Palazzo Te, a cui ha restituito fascino la riapertura del loggiati-no che dal portico si affaccia sui prati esterni. In tempi andati la porta era stata murata. Dal 2011, tolto il tamponamento, con una porta di vetro antisfondamento, si gode una meravigliosa sensazione di dentro-fuori, tra ambienti ben disegnati e decorati e un tripudio di verde, fiori e uccelli svolazzanti». Turismo. Il sindaco Sodano rassicura: «Tutto è sotto controllo, siamo intervenuti tempestivamente». I lavori finanziati dalla Regge, annunciati già da due anni, finalmente sono alla fase della progettazione. Tempi lunghi, ma che si sovrappongono a quelli brevi dell'emergenza.