È passato un mese dalla prima scossa. Le vittime sono state 27, gli sfollati hanno toccato quota 17 mila. A trenta giorni dal primo terremoto che ha sconvolto l'Emilia, il bilancio dei danni è ancora incerto. Le stime parlano di quasi 5 miliardi di euro: sono crollate case, chiese, scuole, ma anche capannoni industriali e aziende agricole. Il numero delle persone costrette a lasciare le proprie case dichiarate inagibili è sceso a poco meno di 14 mila, ma sono ancora diecimila gli sfollati che vivono nelle tendopoli. Gli edifici classificati come inagibili dalla Protezione civile sono più di 4 mila, tra pubblcii e privati. Tra questi anche 86 scuole. E più di 600 sono le segnalazioni arrivate al ministero dei Beni culturali su danni al patrimonio artistico e architettonico. Le scosse hanno messo a dura prova anche le eccellenze produttive dell'Emilia. Due miliardi di danni, secondo Confindustria: 600 imprese e 12 mila addetti colpiti direttamente nel settore industriale. Coldiretti parla invece di 50o milioni di danni nell'agroalimentare. Bologna è stata colpita meno delle altre province. Ma anche qui ci sono stati sfollati, edifici inagibili e danni economici. Sette le scuole chiuse, 220 persone in albergo e una cinquantina di milioni di danni in agricoltura. Le persone A un mese dalla prima scossa, non tutti sono rientrati ancora nelle loro case. Il numero degli sfollati comunque è calato. Erano circa 17 mila all'inizio di giugno. Ora sono poco meno di 14 mila, per la precisione 13.928, le persone assistite in regione. Nei campi di accoglienza e nelle tendopoli vi sono ancora quasi 10 mila sfollati (9.931), mentre il resto è ospitato in strutture al coperto 1.119 persone tra scuole, palestre e caserme e alberghi (2.278), grazie alla convenzione con Federalberghi e Asshotel. Nella sola provincia di Bologna, 226 persone sono state accolte in hotel. La maggior parte (162) nel capoluogo. Più di cento provengono soprattutto da Crevalcore, il centro più colpito in provincia, ma anche 71 bolognesi hanno lasciato le loro case e sono stati accolti in strutture turistiche. Quindici persone, 13 a Bologna e 2 a Malalbergo, hanno già lasciato gli alberghi. Nelle strutture sanitarie e assistenziali della provincia, hanno trovato accoglienza 347 anziani non autosufficienti e 22 disabili provenienti dal Modenese. All'assistenza degli sfollati in regione si sono dedicate più di 5 mila persone, tra colonne mobili della Protezione civile (nazionali, regionali e territoriali), vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell'ordine. Gli Edifici Sono più di 4 mila gli edifici pubblici e privati classificati come inagibili dopo i sopralluoghi della Protezione civile. In tutto sono stati effettuati controlli su 41 mila strutture, ma solo per 10 mila circa è stata necessaria un'ulteriore valutazione dell'agibilità post-sismica. Di queste, 3.600 sono agibili e altre 1.700 possono ridiventare agibili con interventi immediati. Il resto, appunto più di 4 mila, è totalmente inagibile o può esserlo per il rischio di crollo di elementi pericolanti esterni. Tra gli edifici colpiti, nelle quattro province (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia) sono state controllate 429 scuole. Il 45 poco meno di 200 è risultato agibile. La Regione ha dato mandato a sindaci e presidenti di provincia di mettere in sicurezza 152 plessi scolastici, per permettere la riapertura entro il 17 settembre, inizio del prossimo anno scolastico. Gli interventi però non interesseranno 86 scuole inagibili: per nove di queste sono necessarie verifiche più approfondite, 65 sono chiuse e 12 sono inagibili per rischio esterno. Nella provincia di Bologna sono state controllate 54 strutture scolastiche e solo sette sono inagibili (due gli istituti superiori, il Malpighi di Crevalcore e il Bruno di Molinella). Il patrimonio storico-artistico Le segnalazioni continuano ad arrivare anche a diverse settimane dalle ultime scosse forti: le ferite del terremoto sono visibili anche sul patrimonio artistico e culturale dell'Emilia, in un'area con circa 1.400 beni architettonici sottoposti a vincolo. Al sito del ministero dei Beni culturali sono arrivate 620 segnalazioni (almeno il 60 nel Modenese, meno del 10 a Bologna e provincia) sui danni a edifici sotto tutela. Ma questo non vuol dire che siano 620 i beni colpiti. «Una sola chiesa spiega Carla Di Francesco, direttore regionale dei beni culturali in realtà comprende di solito anche il campanile e la canonica». Quindi in alcuni casi una segnalazione vuol dire due o tre edifici. «Dai Comuni arrivano poche segnalazioni», nota Di Francesco, «i dati sono molto parziali». E infatti sono pochi gli edifici pubblici e privati monitorati: la maggior parte riguarda le chiese, tutelate per legge ma non tutte con vincoli specifici. Al momento sono impegnate quattro squadre da quattro persone ciascuna tra vigili del fuoco, ingegneri strutturisti e funzionari del ministero, architetti e storici dell'arte nella ricognizione degli edifici e nella valutazione dei danni. Un lavoro talmente lungo e dettagliato che permette di stilare non più di una scheda al giorno. Le imprese Industrie colpite a quota 600 Quasi 5 miliardi di euro. Questa la situazione solo stimata dei danni del terremoto nelle aree colpite. Due miliardi, 12 mila addetti e 600 imprese direttamente danneggiate solo nel settore industriale. Per un totale di 5 mila imprese e 25 mila lavoratori, contando anche il commercio e il terziario. I dati di Confindustria sono parziali perché non sono ancora quantificabili le conseguenze sull'indotto e il cosiddetto «effetto moltiplicatore. sulle filiere. Strutture, impianti e macchinari, materiali: il sisma non ha risparmiato nulla. E per almeno 15 mila lavoratori dell'industria, indotto compreso, è prevedibile il ricorso agli ammortizzatori sociali. Più di 500 milioni di perdite invece, secondo Coldiretti, nel settore agroalimentare, ma anche in questo caso le stime sono parziali e temporanee. Oltre 300 milioni derivano dai danni a strutture e attrezzature, 70 dei quali sulle reti idriche. Il settore caseario (parmigiano e grana) conta 220 milioni di danni. Un'altra eccellenza, l'aceto balsamico di Modena, conta perdite per 15 milioni. Le aziende agricole colpite sono 5.100, molte a gestione familiare, con 12 mila dipendenti. Di queste, 180 si trovano nel Bolognese. Qui i danni ammontano a una cinquantina di milioni, tra infrastrutture e parmigiano.