La cartolina è strappata, con il campanile in mattoni di Santa Barbara, senza l'elegante lanterna, a mutarne il profilo. Ma i lavori per far tornare alla normalità lo skyline della città sono (finalmente) partiti. Di quasi normalità si può già parlare per Palazzo Te, riaperto al pubblico (eccezion fatta per la Camera di Sole e Luna); i restauri di muri e pitture sono cominciati, ma non ne impediscono la visita. Lo stesso vale per il Museo della città di Palazzo San Sebastiano, per il tempio omonimo, il Museo Diocesano, il Teatro Bibiena e la Casa del Mantegna. Servirà un po' di pazienza per Castello di San Giorgio e Palazzo Ducale: per quest'ultimo, è arrivata in aiuto anche la società Autobrennero, che donerà per il restauro ioo mila euro, e nei giorni scorsi sono state riaperte al pubblico alcune aree (l'appartamento vedovile di Isabella d'Este, il Giardino dei semplici e il piano nobile dell'estivale). Il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, promette: «I primi interventi ci costeranno 200 mila euro. Poi, anche a costo di violare il patto di stabilità, faremo partire appena possibile il restauro, da 14 milioni di euro, del Palazzo del Podestà». Oggi, intanto, i sindaci dei comuni mantovani colpiti dal terremoto, con il presidente della Provincia, saranno nell'aula del Consiglio Regionale a Milano: saranno votate una serie di misure a favore delle zone colpita dal sisma.