L'ACCUSA DI AN «Non esiste alcun rapporto sull'incidente. E la ditta che l'ha causato è stata pagata lo stesso» LA DIFESA DI PALAZZO VALENTINI «Le tre opere che erano in cortile sono al restauro». Ma della quarta, quella distrutta, nessuna notizia da Roma A Roma c'è un'antica superstizione popolare che riguarda il gruppo bronzeo del Marc'Aurelio sul Campidoglio: quando la statua cadrà, sarà la fine dell'Urbe. Pur facendo i dovuti scongiuri per 0 futuro della Città eterna, dobbiamo raccontare una storia, per certi versi incredibile, che riguarda proprio la caduta di un'altra statua di Marc'Aurelio, altrettanto preziosa. Una statua di marmo risalente al III secolo d.C. conservata nel cortile di Palazzo Valentini, sede dell'amministrazione provinciale e della Prefettura di Roma. Sabato 22 gennaio scorso gli operai di una ditta stavano spostando dal cortile interno del Palazzo quattro statue raffiguranti Marco Aurelio, Afrodite, Pertinace e Caracalla quando una di esse è rovinata a terra, cadendo dal piedistallo e restando seriamente danneggiata. Non usiamo il condizionale nel descrivere l'incidente per il fatto che esiste una documentazione fotografica dell'accaduto. Il rumore e il polverone provocati dalla frantumazione di alcune parti della statua dell'imperatore-filosofo hanno richiamato l'attenzione di alcune guardie - presumibilmente della Polizia provinciale - ma finora non è stato reso noto alcun rapporto sull'accaduto. Anzi, sull'incidente è calato il silenzio più imbarazzato e non si capisce perché. Comunque, nonostante la giornata prefestiva e gli uffici semideserti, decine di occhi hanno potuto osservare la scena. Tanto che il lunedì successivo due consiglieri provinciali (Francesco Petrocchi di An e Andrea Napoleoni di Forza Italia) hanno chiesto ufficialmente spiegazioni durante un -question time" in aula, «Se le notizie che circolano dovessero corrispondere a verità - ha detto Petrocchi - si tratterebbe di un danno inestimabile di cui andrebbe, al più presto, individuata l'eventuale responsabilità o della ditta o dello stesso sovrintendente, visto che la Provincia di Roma per realizzare questi lavori ha pagato 31.900 euro». «Ho rivolto questo interrogativo - ha spiegato ancora il consigliere - all'assessore al Patrimonio il quale, però, mi ha dato una risposta non esaustiva. Ho chiesto poi dove fossero state collocate le statue ma l'assessore Bozzi mi ha dato una risposta molto generica e ha sottaciuto qualsiasi notizia legata all'eventuale incidente. È comunque grave - rileva Petrocchi - l'atteggiamento preso dall'amministrazione che, o non conosce l'evento e quindi non ha potuto rispondere in Consiglio, oppure ha appositamente taciuto forse per nascondere un episodio di cattiva amministrazione e gestione della quale, però, vanno assolutamente individuate le responsabilità). Ecco come ha risposto l'assessore provinciale agli Affari generali Francesco Bozzi. «È incredibile - ha detto - leggere certe dichiarazioni da parte del gruppo di An. Ho avuto già modo di spiegare questa mattina (il 24 gennaio, ndr), che le statue del cortile di Palazzo Valentini sono state rimosse per un accurato intervento di restauro dopo la totale incuria di chi ha preceduto questa amministrazione». Confermando che si tratta di quattro statue «di epoca romana», Bozzi ha poi precisato che «gli interventi di restauro sono stati autorizzati, il 29 maggio 2004 e il 26 aprile scorso, dalla Soprintendenza archeologica di Roma e dalla Soprintendenza dei beni artistici e storici di Roma». «Considerato lo stato delle stuccature e dei supporti - ha concluso l'assessore - tre delle quattro statue sono state trasportate presso il laboratorio specializzato nel restauro della società incaricata dell'intervento». Bene. Ma la quarta che fine ha fatto? La Sibilla cumana non avrebbe saputo rispondere meglio; però in questa vicenda troppe domande restano senza risposta. I responsabili delle due soprintendenze che avevano autorizzato i restauri, non hanno nulla da dire in merito? E il presidente Gasbarra? E le altre autorità presenti a Palazzo Valentini?