Per Michele Zuin, consigliere comunale di Forza Italia, il "Business Pian 2005-2024" del Casinò è troppo vago «II sindaco non si ricandida più e, da aprile in poi, saranno tutti affari della nuova giunta. Ma un minimo di decenza questi amministratori dovrebbero averla. Per comprare Palazzo Grassi il Casinò è costretto a tagliare su tutto, persino sul milione d'euro l'anno messo a disposizione dell'ufficio del primo cittadino dal Casinò, indipendentemente dal fatto che si chiami Paolo Costa o pinco pallino». Michele Zuin, vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, ha avuto finalmente quel che chiedeva invano da settimane: il "Business Pian 2005-2024" della Casinò di Venezia spa. Chiedeva, insomma, i dati, le cifre che permettono di capire come la casa da gioco veneziana conta di continuare ad assicurare 100 milioni di euro l'anno al Bilancio comunale, e allo stesso tempo fare investimenti per 180 milioni d'euro per comprare Palazzo Grassi, costruire la nuova sede di terraferma del Casinò, costruire lo stadio e pure il centro polivalente. «Come maghi non rni sembrano molto bravi, da questo documento infatti sembra che i scudi debbano uscire con giochi di prestigio, perché è così vago e "leggero" che fa venire i brividi. Adesso capisco perché ci hanno messo così tanto per farmelo consultare». Zuin lo ha chiesto perché sostiene che, prima di dare un parere sulla nuova convenzione che regola i rapporti economici tra Comune e Casinò, bisogna conoscere come saranno impiegati i soldi degli incassi provenienti dai giochi a Ca' Noghera e a Ca' Vendramin II consigliere di FI Michele Zuin e, soprattutto, da dove il Casinò tirerà fuori i soldi che il Comune gli ha chiesto d'investire. «Per settimane l'assessore Ugo Campa-ner ha cincischiato. Alla fine, nel corso dell'ultima seduta della II. commissione, ho richiesto i documenti e decenza ha voluto che prima di approvare la convenzione, il presidente abbia deciso di aggiornare la riunione per farmeli avere. Lunedì torneremo a riunirci e penso proprio che a quel punto la maggioranza approverà la cosa, ma almeno posso dire quel che penso a ragion veduta». Dopo il passaggio in II. Commissione, la convenzione dovrà essere vagliata dall'VIII. Commissione, dopodiché si prevede un esame congiunto e, alla fine, l'invio al Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Il Casinò ripete da tempo che, senza questo accordo, anche l'operazione Palazzo Grassi rischia di saltare, nel costretto a cedere immediatamente quasi tutte le quote. Sostanzialmente la convenzione allunga a 20 anni la durata dell'accordo precedente e rivede in modo più equo il metodo di divisione delle entrate del Casinò, assicurando alla casa da gioco certezza nelle entrate e permettendogli di accendere mutui per gli investimenti che dovrà affrontare. «Domani discuteremo di questo piano industriale, ma mi vien da ridere al pensiero di cosa potremo dirci, perché è talmente vago e allo stesso tempo sono talmente tanti i soldi -che si prevede d'investire, che non si sa da che parte prenderlo - continua Zuin. Malta, in confronto, diventa un'operazione di ordinaria amministrazione». Ma entriamo nei particolari di questo "Business Pian" che va da quest'anno sino al 2024. «Innanzitutto si prevede un indebitamento della Casino Municipale di Venezia Spa per 180 milioni di euro: 85 milioni d'euro per il progetto nuovo Casinò; 68 milioni per il progetto nuovo Stadio di Venezia per finanziamenti temporanei alla Marco Polo srl (la società comprata dal Casinò per fare, appunto, lo stadio); 17 milioni per 0 progetto del Centro Poli-funzionale sempre per finanziamenti temporanei alla Marco Polo srl (dovrebbe trattarsi dell'urbanizzazione di contorno allo stadio, con albergo, parcheggi, attività commerciali... ), 10 milioni di euro per imprevisti. L'intero ammontare dell'investimento sarà in capo al Casinò, come è scritto a pagina 10 del documento: 'Tenuto conto dell'assenza di autonoma capacità di indebitamento da parte delle società controllate da Casinò Spa che dovranno curare la realizzazione dei progetti di investimento immobiliare"» Come rientreranno questi investimenti nelle casse del Casinò? «Le società controllate (si parla al plurale ma in realtà si vede presente solo la Marco Polo Sri per ora) si indebiteranno a medio e lungo termine nei confronti di Casinò Spa, e inizieranno a restituire l'indebitamento acceso non appena inizieranno a cedere a terzi le aree urbanizzate». Aree urbanizzate? «Sì, qui viene il bello, perché a pag. 11 del Business Pian si legge che "i ricavi di aree urbanizzate si riferiscono alla vendita del cosiddetto Centro Polifunziona-le". Quindi, leggendo queste due righe, io capisco che è prevista la vendita solo di questi terreni per i quali si investono, come abbiamo visto, 17 milioni di euro. Tornando, inoltre, a pagina 10, si legge che nel caso deH'"Investimento Centro Poli-funzionale... non sono stati previsti oneri per la realizzazione di strutture edilizie, in quanto si è ipotizzata la sola vendita a terzi di aree urbanizzate". Perché allora l'hanno chiamato Centro Polifunzionale se in realtà si tratta solo di aree dove non e costruito nulla?» Passando al nuovo stadio «nulla viene detto su come rientreranno i soldi per coprire l'indebitamento a medio lungo termine della Marco Polo Sri nei confronti della Casinò Spa (e di conseguenza l'indebitamento acceso dalla Casinò Spa nei confronti del sistema finanziario), eppure si parlava di finanziamenti temporanei». Passando alle conclusioni il consigliere di FI ricorda l'intervento dell'altro ieri dei sindacati che «lamentano tutto il loro malumore per il fatto che la società non investe in tecnologia e non investe su quella che è la sua attività primaria: "il gioco". Anzi, aggiungo io, "disinveste", come ci è stato spiegato nell'ultima commissione, perché Palazzo Grassi e i costi delle sue gestioni, deficitarie da sempre, verranno coperti comprimendo i costi legati ai "servizi resi alla clientela" e alla "pubblicità e promozione". Per anni ci è stato spiegato, ed è illustrato in qualsiasi relazione al Bilancio, l'importanza di questi costi "anche al fine di mantenere le tradizioni di signorilità della Casa da Gioco e per fronteggiare la concorrenza degli altri Casinò". Ed ora, con un colpo di mano del comune, diventa più importante coprire le perdite di Palazzo Grassi che investire su queste cose. Un ultima domanda: come pensano di raggiungere quegli introiti da giochi previsti nel Business Pian per i prossimi anni, che vanno ben al di sopra del miglior anno (e cioè il 2004 con circa 211 milioni di euro tra incassi, mance e ingressi).
Palazzo Grassi, un piano costruito sul nulla
Il Casinò di Venezia spa ha presentato il "Business Pian 2005-2024" al Comune di Venezia, che prevede un indebitamento di 180 milioni di euro per investimenti in Palazzo Grassi, lo stadio e il centro polivalente. Il piano è stato richiesto dal consigliere comunale Michele Zuin di Forza Italia, che sostiene che è necessario conoscere come saranno impiegati i soldi degli incassi provenienti dai giochi a Ca' Noghera e a Ca' Vendramin. Il piano prevede che il Casinò si indebiterà a medio e lungo termine nei confronti delle società controllate, che inizieranno a restituire l'indebitamento solo quando inizieranno a cedere le aree urbanizzate.
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