Natali: «Sale studiate per valorizzare i nostri capolavori» Procede a passi serrati il cantiere dei Nuovi Uffizi. Dopo le sale azzurre presentate lo scorso dicembre, ecco le nove sale rosso Medici dedicate alla pittura del primo Cinquecento. Apriranno ufficialmente al pubblico il prossimo 19 giugno e, verrebbe da dire se non si facesse torto ai grandi stranieri delle sale azzurre, si comincia a entrare nel cuore pulsante delle collezioni. Perché qui c'è la summa dell'arte italiana, anzi, fiorentina, del periodo, Pontormo, Bronzino, Andrea del Sarto e Raffaello negli anni del suo soggiorno in città (c'è pure la Madonna del Cardellino), «l'arte più importante del mondo allora conosciuto», sottolinea la soprintendente Cristina Acidini. Nove sale al piano nobile, più due ancora non allestite in cui sono state recuperate le decorazioni primo '800 di Luigi Ademollo. Che si differenziano col loro verde lorenese dal rosso cremisi tanto caro ai Medici, colore guida scelto per queste sale (nei Nuovi Uffizi i colori connoteranno precisi percorsi unitari fra cui il visitatore potrà scegliere). Sale studiate per essere la casa permanente di questi capolavori, come precisa il direttore Antonio Natali. Con un percorso quasi didattico nella sua chiarezza eclatante: 67 opere, di cui 14 sculture e 53 dipinti. La prima sala è dedicata alla scultura ellenistica, con marmi appartenenti alle collezioni medicee (alcuni erano ospitati al Museo archeologico), prologo allo sviluppo della pittura manierista, sulle orme del Vasari che, nelle Vite scrisse come la scoperta dei marmi ellenistici avesse impresso lo scatto verso la «maniera moderna». Segue una saletta con tre monocromi dipinti da Andrea del Sarto per i carri del carnevale del 1513, quasi un tripudio di torsioni ellenistiche (se ne stavano al Gabinetto dei disegni). Si arriva così alle sale affacciate sul piazzale degli Uffizi, luce naturale e soffusa illuminazione artificiale. Una fuga di spazi in cui si susseguono Andrea del Sarto e i suoi amici, Pontormo, Bronzino, Raffaello, una cavalcata mozzafiato nella storia artistica di quei decenni. Rispetto per la fabbrica vasariana, ostacoli di una struttura non creata per divenire museo, hanno moltiplicato le difficoltà di un allestimento risolto brillantemente. Recuperati gli intonaci originali, il rosso cremisi si concretizza su grandi pannelli che hanno pure la funzione di celare l'impiantistica. Come svela la soprintendente Alessandra Marino, responsabile unica del procedimento dei Nuovi Uffizi, «tutto è rigorosamente a norma, ma non si voleva affollare la fabbrica vasariana di corpi estranei, tanto che per rispetto siamo riusciti a non fare nemmeno le tracce nei muri». Da sottolineare lo sforzo del personale, nottate intere a spostare opere dalla vecchia ubicazione alle nuove sale. «Gli stranieri rimarca Natali venivano dalla 'riserva', ma qui si tratta di opere esposte. Dal 28 maggio è stato un lavoro immane traslocare le opere con 6000 visitatori al giorno». Non è finita qui: lunedì prossimo la mostra dedicata al gotico internazionale inaugurerà negli 850 mq riservati alle esposizioni temporanee (a lavori ultimati, tempo stimato 4 anni, gli spazi per le mostre saranno sull'altro lato della fabbrica). Arrivando a un totale di 1855 mq di ambienti completati. Non solo. Aggiunge Marino: «Entro gennaio 2013 consegneremo un ulteriore lotto di 1290 mq, saranno così 3145 i mq totali, il 46 della superficie complessiva». Se il primo lotto dei lavori è totalmente finanziato, per il secondo sono già stanziati 14 milioni e c'è l'impegno a reperire anche gli ultimi 30. Non spira invece un vento favorevole per la Loggia di Isozaki. «Se ne riparlerà fra Comune e Ministero al termine dei lavori interni della Galleria ha puntualizzato il direttore generale e direttore regionale ad interim Maddalena Ragni Bisogna considerare che è un progetto da ulteriori 16 milioni di euro». Infine lunedì 25 sarà riaperta la Tribuna restaurata. Non si può certo affermare che agli Uffizi l'attività langua. Il restiling del sito www.nuoviuffizi.it documenta al meglio ogni progresso.
Il rosso dei Nuovi Uffizi (per i maestri del '500)
Il progetto dei Nuovi Uffizi sta per completarsi con l'apertura ufficiale delle nove sale rosso Medici dedicate alla pittura del primo Cinquecento. Le sale, studiate per valorizzare i capolavori, apriranno al pubblico il 19 giugno. La collezione include opere di Pontormo, Bronzino, Andrea del Sarto e Raffaello, tra cui la Madonna del Cardellino. Il direttore Antonio Natali sottolinea che le sale sono state allestite per essere la casa permanente di questi capolavori, con un percorso didattico chiaro. Il progetto include anche la mostra dedicata al gotico internazionale, che aprirà negli 850 mq riservati alle esposizioni temporanee.
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