Chiusa quella di Aspice, transenne a Corte de' Frati e Alfiano Vecchio I tecnici: meglio la prudenza. Ma il don: c'è chi sta peggio Domani parte la raccolta fondi solidale CORTE DE' FRATI Tre chiese ferite dalle scosse del terremoto. Dopo i sopralluoghi di due architetti e due ingegneri il risultato è lo stesso: la chiesa di Aspice è stata chiusa, quella di Corte de' Frati parzialmente transennata e quella di Alfiano Vecchio è diventata un'osservata speciale per qualche crepa interna e per i danni riportati all'esterno, di fronte al sagrato. Il parroco don Antonio Agnelli spiega che la decisione è stata inevitabile. «Abbiamo chiesto il parere di quattro diversi esperti spiega ma la decisione di chiudere Aspice è stata unanime». Nella chiesa dedicata a San Simone infatti si sono ampliate in modo preoccupante le crepe sulla volta, sul cornicione interno e se ne sono aperte altre negli elementi costruttivi strutturali ovvero su archi e pilastri. «Per salvaguardare l'incolumità dei fedeli continua don Antonio sono state sospese tutte le celebrazioni e nessuno può più entrare in chiesa». I fedeli della frazione, ogni domenica, si recano nella parrocchiale del capoluogo per poter partecipare alla celebrazione della messa. Anche la chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo è stata 'ferita' dopo le scosse sismiche di fine maggio. In questo caso però non si tratta di danni strutturali e dunque considerati dagli esperti pericolosi. La crepa si è aperta in corrispondenza della parete della navata di destra che è in pratica la struttura del campanile. La torre campanaria, dopo aver oscillato a causa del terremoto, ha strappato la struttura nel punto in cm la navata si appoggia sulla parete. «Per il momento è stata transennata quella parte della parrocchiale. La situazione prosegue il sacerdote è costantemente monitorata e si avvieranno gli interventi necessari per il consolidamento strutturale e la messa in sicurezza attraverso il posiziona-mento di tiranti che ricompatteranno la crepa». Per quanto invece riguarda la chiesa dedicata a Santa Giulia ad Alfiano Vecchio il problema più grave riguarda l'esterno ossia il sagrato sopraelevato prospiciente la strada comunale e la muraglia che costituisce il parapetto del sagrato. «In questo caso spiega il parroco sono già in fase di ultimazione gli interventi necessari: delimitazione del muro con apposita segnalazione grazie alla posa di cartelli, recinzioni con staccionate e delimitazione della parte del sagrato consentendo solo l'ingresso alla chiesa». Tre diverse situazioni che sono già state segnalate al responsabile dei beni culturali della diocesi di Cremona. Il parroco e l'intera comunità però guardano oltre e si mobilitano per i terremotati dell'Emilia. «La parrocchia, esprimendo come sempre solidarietà per chi vive in maggiore difficoltà, organizza per domenica (domani, ndr) la raccolta fondi per gli abitanti delle zone terremotate così profondamente segnate dal sisma».