Da un lato Italia Nostra protesta perché le soprintendenze non fanno sentire la propria voce contraria alle demolizioni di beni monumentali pericolanti; dall'altro il ministro per i beni culturali Lorenzo Omaghi ne esalta l'operato. Intanto la Direzione regionale peri beni culturali dell'Emilia Romagna, incaricata dal ministero di coordinare le varie soprintendenze emiliane attive, in un comunicato invita a non pensare solo agli abbattimenti: «Se le persone e i media - spiegano dall'ufficio della responsabile Carla di Francesco - sono inevitabilmente attratti da interventi spettacolari ed emotivamente significativi come l'abbattimento di immobili di forte valore simbolico collettivo, che però sono un pericolo per l'incolumità delle persone e degli edifici vicini, è bene segnalare l'attività di puntellatura, cerchiatura e sostegno di strutture murarie in pericolo di crollo». Nel modenese i tecnici ministeriali sono già intervenuti a mettere in sicurezza il campanile della chiesa di Rivara e la facciata del Palazzo municipale di Finale che ha subito il crollo della guglia. Il ministero ha poi costituito l'Unità di crisi - coordinamento nazionale al fine di monitorare le diverse fasi legate alla salvaguardia del patrimonio. Sono tre le unità di crisi, dedicate agli interventi di messa in sicurezza, ai depositi temporanei di pronto intervento sui beni mobili che sono stati collocati a Palazzo Ducale di Sassuolo dove i restauratori stanno svolgendo i primi interventi. Infine è attiva l'unità di rilievo dei danni composta da funzionari del ministero e da ingegneri.