Il gran giorno è arrivato, il sogno si avvera. Oggi il ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi, con il sindaco Adriano Paroli, l'assessore alla Cultura Andrea Arcai, con Alberto Folonari, presidente della Fondazione Cab, e le altre autorità cittadine scopriranno la targa in San Salvatore che sancisce definitivamente l'inserimento del sito archeologico di via dei Musei nel patrimonio dell'umanità. Una seconda targa verrà apposta al Capitolium, parte integrante del percorso Unesco. In ogni parte del mondo si saprà che Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio-Torba, Campello sul Clitumno, Spoleto, Benevento, Monte Sant'Angelo sono le principali tappe del percorso fra la storia italiana dei Longobardi tra il 568 e il 774 d.C. Mancano certo altri centri importanti, come Pavia, la capitale del regno di quel popolo, o Monza della celeberrima corona ferrea, ma la clausola è che ci siano resti ben visibili, come sono le chiese, le basiliche delle sette località del primo sito seriale. Tutto comincerà alle 16 con i discorsi di rito e la cerimonia di investitura, poi sarà festa con musica, danza, poesia e teatro nei diversi angoli del monastero. Aleggeranno i fantasmi del passato, evocati dagli artisti, da Ermengarda che il Manzoni fece tristemente morire di dolore fra quelle mura a Elena Masperoni, ultima badessa. Lorenzo Ornaghi «riconosce» i Longobardi e scopre una targa in San Salvatore. Una seconda sarà applicata al Capitolium. Collaborano il Conservatorio, il Duoacrobat, Danzarte, Cieli Vibranti, il Cut Lastanza. L'ingresso per i bresciani è gratuito e prolungato sino alle 22, con chiusura delle porte però alle 21.30. Si compie un ulteriore passo verso quella conversione di immagine della città che vuole valorizzare il suo patrimonio per tanto tempo dimenticato e offuscato dai fumi delle ciminiere. Via dei Musei deve divenire cuore pulsante, allungandosi fino a Santa Maria della Carità, presto liberata dalle impalcature. Il ritorno di fama legato al riconoscimento oggi sancito è annunciato dalle statistiche ma molto starà anche a quanto i bresciani sapranno fare per creare contesto e promozione in tempi che non sono dei migliori. Dal Comune è già partito l'appello al contributo dei privati. Di turismo Lorenzo Ornaghi parlerà anche al mattino, tornando alla «sua» Cattolica per un convegno organizzato con l'università da Autostrade lombarde spa con lo scopo di illustrare i risultati di una ricerca sulle potenzialità di turismo della pianura padana, grazie alla rete autostradale che si arricchirà della nuova Brebemi.Un dvd racconta «Brexia Flavia» Dai galli cenomani ai romani, ai goti, ai longobardi. La storia delle origini è raccontata, con le parole e i reperti nel dvd «Flavia Brexia., nuovo strumento divulgativo, reperibile al book shop di Santa Giulia, realizzato dal Comune con tutti gli enti coinvolti nel progetto Unesco: Brescia Musei, Fondazione Cab e Associazione Italia Langobardorum. Il racconto è affidato a Francesca Morandini, archeologa dei Civici musei, mentre lo storico Ermanno Arslan centra i suoi interventi più sul lato economico - monetario. La regia è di Enrico Ranzanici, i contenuti di Alessandro Mombelli, le musiche di Simone Lombardi, la fotografia di Gianluca Ceresoli. La città di Brescia aveva raggiunto alti livelli di vita e di cultura prima con i cenomani filoromani, poi con i romani stessi, sotto l'imperatore Augusto e soprattutto sotto Vespasiano che ci ha lasciato il Capitolium nel foro augusteo. Ma il declino arrivò nel quarto secolo con le varie invasioni, fra cui quella dei Goti, chiamati dai bizantini. I nuovi padroni, non solo distruggevano, ma costruivano utilizzando i pezzi del mondo romano, disperdendoli. I LONGOBARDI scesero dalle Alpi austriache nel 568 con il re Alboino e trovarono un Paese in rovina. Si acculturarono presto, divennero cristiani con Teodolinda e Autari, fecero leggi con Rotari, batterono monete, loro che non ne avevano mai avute. Una moneta d'oro si faceva pure a Brexia Flavia, su concessione di Desiderio, era il «tremisse stellato». Sempre a Brescia, il re fece realizzare il monastero di San Salvatore, affidandolo alla figlia Asberga, monastero che è sopravvissuto alle loro brevi fortune, si è ingrandito e arricchito fino alla chiusura di napoleonica impronta. Divenuto comunale e restaurato negli anni Ottanta da Comune e Fondazione Cab, dal 1998 è museo. Dal 25 giugno 2011 è bene dell'umanità, con le sue tre chiese, i chiostri, e con il Capitolium romano.