Suzzara, i vigili accettano di provare a staccare la sommità del campanile. Martedì i lavori Cavi d'acciaio, tubi per ponteggi, morsetti: a terra in piazza Castello chiusa, sono pronti i materiali per "cerchiare" la cupola del campanile di Santa Barbara e salvarla dall'altrimenti probabile crollo soprattutto nel caso di nuove scosse importanti. Ieri i vigili del fuoco hanno concluso il lavoro della prima settimana, durante la quale sono stati rimossi i detriti in alto e la parte di balaustra pericolante dopo la caduta il 29 maggio, del lanternino, che ne aveva travolto un tratto prima di sfondare il tetto della galleria del Bertania. Ieri si è arrivati a una fase fondamentale e anche visibile per i tanti che ormai alzano lo sguardo in alto verso il simbolo di Mantova ferita dal terremoto. Nella tarda mattinata, si è vista di nuovo la "culla" arancione retta dal cavo dell'altissima gru, avvicinarsi al campanile. I vigili sono riusciti a posizionare delle travi di legno a contatto con la parte muraria del loggiatino, che si alterna alle colonnine di marmo, creando l'elegante tempietto che sormonta il campanile. Attorno alle travi si potrà cosi stringere il cavo d'acciaio, dal diametro di diversi centrimetri, che sembra la fune di una seggiovia. A quel punto, nonostante la grande crepa, la cupola non correrà più il rischio di aprirsi. A rinforzarla, mettendola in sicurezza, saranno collocate anche due gabbie, una esterna, e una interna, entrambe relizzate con tubi da ponteggio e morsetti. Quella esterna è una grande incastellatura. All'interno invece verrano posizionate 6 oppure 8 "colonne" per reggere la cupola sostituendosi a un sostegno praticamente scalzato dalla sua base. A quel punto, finalmente messa in sicurezza la cupola, si potrà anche pensare al restauro e al consolidamento definitivo, prima di ricostruire il lanternino. La Diocesi, attraverso le parole di monsignor Giancarlo Manzoli, esprime gratitudine allo Stato italiano che, tramite la direzione reginale per i beni culturali e paesaggistici, si è assunto l'onere di mettere in sicurezza il campanile di Santa Barbara, la basilica dei Gonzaga interna a palazzo Ducale. Grande ammirazione, inoltre, perla bravura e il coraggio dei vigili del fuoco al lavoro sospesi nel vuoto, sia pure grazie a un mezzo di grande tecnologia. Insomma vedere il salvataggio del campanile di Santa Barbara trasmette fiducia Così come espressamente richiesto da Comune e parrocchia, i Vigili del Fuoco faranno un estremo tentativo di smontare il cupolino lesionato della chiesa dell'Immacolata. Se l'operazione dovesse dimostrarsi troppo pericolosa, o andare a vuoto, si ritornerà al piano che prevede l'abbattimento della struttura che sormonta il campanile. È questa la decisione presa ieri mattina dal reparto speciale dei pompieri che opera per la messa in sicurezza degli edifici dopo le calamità. Personale specializzato, che ha agito sia all'Aquila sia in Umbria per ripristinare le condizioni di sicurezza dei centri storici. La delicata opera sarà pianificata domani e dovrebbe scattare nella giornata di martedì. Si prevede di "cinturare" la parte dell'edificio seriamente lesionata e, con una manovra tutta eseguita in quota, distaccarla da suo alloggiamento agganciata ad una potente gru. Ma le preoccupazioni non sono poche. La cupola svetta a quasi 70 metri d'altezza ed è costituita da mattoni pieni. Impossibile agganciarla con una manovra a "tenaglia" che provocherebbe solo lo sgretolamento della muratura ed il probabile crollo. Anche operare cercando di togliere pezzo dopo pezzo non sarà semplice. La struttura pesante circa 27 tonnellate poggia infatti su colonnine lesionate sia alla base che in alto. Se il peso della cupola al momento tiene tutto assieme, anche se in modo precario, sollevare la struttura potrebbe voler dire far precipitare a terra le colonne, oppure a, peggio ancora, all'interno della campanile che ospita le pesanti campane e la scala a ballatoi con effetti difficili da prevedere. Si confida, ovviamente, nella forte esperienza delle squadre dei Vigili che, giovedì, avevano rinunciato all'intervento ritenendo troppo pericoloso lavorare in quota affiancati al cupolino, che potrebbe sgretolarsi con un "effetto Santa Barbara" cadendo e rischiando di investire il personale. Attesa, dunque, per la delicata operazione che, comunque, è destinata a mettere in sicurezza il campanile che tiene sotto scacco la piazza e i portici, oggi chiusi. Messe e visite Aperte Sant'Andrea e le altre chiese Soltanto la piccola chiesa di Santa Teresa in via Mazzini è chiusa, a causa del terremoto, e quindi sono sospese le messe In tutte le altre chiese della città oggi saranno celebrate le messe secondo il consueto orario. Anche nella basilica di Sant'Andrea si può regolarmente entrare, non dalla porta principale, ma dalle laterali, è interdetto soltanto il transetto. Messe, e visite, regolari anche in san Francesco, dove l'unico problema riguarda il pinnacolo e dunque il tratto che dà su via Scarsellini, a scopo precauzionale. All'interno è proibito soltanto accedere alla Cappella dedicata a S. Francesco (l'ultima a destra entrando). Ovviamente è chiusa santa Barbara, perla quale in questo periodo non erano comunque in programma celebrazioni religiose, come è chiusa (ma lo era già) San Maurizio. La progettista e direttrice dei lavori di restauro in Sant'Andrea, l'architetto Monica Nascig, che ha compiuto vari sopralluoghi, riferisce che su richiesta del parroco, Ulisse Bresciani, il 31 maggio è avvenuto il sopralluogo di una squadra del comando provinciale dei vigili del fuoco di Mantova che il 7 giugno ha rilasciato la dichiarazione d'intervento in cui ha definito inagibili il transetto e l'ingresso centrale della navata, già transen nati dalla stessa Nascig insieme al parroco. L'ordinanza del sindaco riflette esattamente questa situazione.
Suzzara. Ultimo tentativo per la lanterna
I vigili del fuoco di Mantova stanno lavorando per salvare il campanile di Santa Barbara, danneggiato dal terremoto. Hanno posizionato travi di legno e cavi d'acciaio per rinforzare la struttura. La cupola, alta 70 metri, è stata "cinturata" con tubi e morsetti per prevenire il crollo. La Diocesi di Mantova ha espresso gratitudine allo Stato italiano per l'aiuto. I vigili del fuoco faranno un tentativo di smontare il cupolino della chiesa dell'Immacolata, ma se l'operazione dovesse essere troppo pericolosa, si ritornerà al piano di abbattimento. La delicata opera sarà pianificata per la giornata di martedì.
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