Quattromila anni di storia ai privati. Un tesoro archeologico venduto al miglior offerente. E' il destino che attenderebbe il Castello di Santa Severa, splendida rocca sulla costa di Santa Marinella. Su queste sponde gli etruschi avevano fondato Pyrgi, porto fondamentale per il Mediterraneo nel VII secolo a. C., ma anche romani e popoli del Medioevo qui hanno lasciato preziose tracce. Da sette anni però nessun visitatore ha potuto affacciarsi dalla torre saracena con spettacolare vista sul mare. Dal 2005 infatti il castello è oggetto di un mega-intervento di restauro, costato alla Provincia 8 milioni di euro; 14 in totale con i lavori di fine anni '90. A effettuare gli scavi, non previsti nel progetto di restauro, è stato il gruppo archeologico territorio del Cerite, che include esperti e tanti volontari. «Abbiamo scoperto una chiesa paleocristiana, luogo del martirio della stessa Santa Severa spiega il responsabile Flavio Enei. nonché direttore del museo del castello e una necropoli con oltre 500 scheletri, oggetto di studio insieme alla Soprintendenza dell'Etruria Meridionale e le università La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre». Il castello potrebbe ora trasformarsi in hotel di lusso in quanto compare tra i beni vendibili della proprietaria Regione Lazio, erede dell'ex Pio Istituto S. Spirito e della Gepra, ente gestore degli immobili delle Asl laziali. Chiese e tombe utili, insomma, per tappare il buco della sanità. Gli archeologi e venti associazioni del territorio danno battaglia. «Il castello è patrimonio di tutti, non può essere venduto. sottolinea Enei Fino al 2005 sono stati 45 mila i visitatori, 12 mila l'anno nel museo nonostante la chiusura del sito». Finora dalla Regione non sono giunte risposte sul futuro del castello. «C'è l'impegno della Pisana affinché nel bando internazionale per la concessione dell'opera, rassicura Roberto Bacheca, sindaco di Santa Marinella siano inserite le tutele necessarie». Intanto il 28 maggio scorso, al gruppo di archeologi è giunta la diffida dagli uffici regionali del demanio che invita gli studiosi a impacchettare reperti e sloggiare. Gridano allo «scandalo nazionale» i gruppi regionali di Sel, Verdi e Fds, mentre venerdì prossimo si riunirà il consiglio comunale di Santa Marinella: decisivo per salvare i gioielli di Santa Severa. La storia Origini Il Castello di Santa Severa sorge sulla costa tirrenica a circa 60 chilometri da Roma, sul sito di Pyrgi (dal greco «pirgoi», ossia le «torri»), città portuale etrusca fondamentale del Mediterraneo nel VII secolo a. C. e collegata all'antica Caere, l'attuale Cerveteri. Le epoche Il borgo conosciuto come il Castello di Santa Severa nasce in epoca medievale sui resti del costrum romano. Il Castello vero e proprio venne costruito nel XIV secolo.
Santa Severa. Il Castello in vendita. Potrebbe diventare un hotel di lusso
Il Castello di Santa Severa, situato sulla costa tirrenica a 60 km da Roma, è stato oggetto di un mega-intervento di restauro costato 8 milioni di euro. Durante gli scavi, sono stati scoperti un'antica chiesa paleocristiana e una necropoli con oltre 500 scheletri. Il castello potrebbe essere venduto alla Regione Lazio, che ne è proprietaria, ma gli archeologi e le associazioni locali si oppongono alla vendita, affermando che il castello è patrimonio di tutti. La Regione ha inviato una diffida agli archeologi, che devono impacchettare i reperti e sloggiare. Il consiglio comunale di Santa Marinella si riunirà per decidere il futuro del castello.
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