L'incontro Le opere di Francesco Erbani e Antonio di Gennaro alla libreria di Architettura Clean alle 17.30 STELLA CERVASIO UNA biografia d'ambientalista intrecciata a una storia di erosione metaforica e reale del territorio. Michele Buonomo e Vezio De Lucia discuteranno su "Antonio Cederna. Una vita per la città, il paesaggio, la bellezza" (Edizioni la Biblioteca del Cigno) firmato da Francesco Erbani, e su "La misura della terra. Crisi civile e spreco del territorio in Campania", di Antonio di Gennaro, edito dalla stessa casa editrice nata con la libreria Clean, nei pressi della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi. Scriveva sui quotidiani, dopo aver lavorato al "Mondo" di Pannunzio, Cederna. Era fratello di Camilla, la giornalista di costume che raccontò come politica e società andavano a braccetto negli anni della presidenza di Giovanni Leone. Ma Antonio Cederna ha scritto cose che ancora oggi hanno l'attualità di un giornale appena uscito, anche se risalgono a parecchi anni addietro. Per esempio, che «l'antico sia tollerato solo se, fatto a pezzi insignificanti, può essere ridotto a ornamento, a fronzolo, a servo sciocco delle "esigenze della vita moderna"» fa pensare a quanto ingombrante sia - pur dietro gli "alti lai" di chi spesso finge di difenderla - la città morta di Pompei. Meno "arrabbiato", più amaro è l'inchiostro in cui intinge la penna Antonio di Gennaro, agronomo la cui passione per "la terra" trasforma in poesia involontaria i suoi libri, come già fu nel 2008 con "La terra lasciata", dove pure si spiegava il consumo indiscriminato di suolo subito dalla Campania Felix in questi anni scellerati. Archeologo era Cederna, con lo scavo archeologico della metropolitana di Napoli, che rivela i segni dell'aratro, comincia il libro di di Gennaro. Come se la terra ogni volta si dichiarasse, per rivelarsi solo ad alcuni, mentre altri restano incautamente indifferenti o si protendono su di lei, per carpirla in nome del male eterno della speculazione. Un libro, quello di di Gennaro, nel solco della tradizione delle più suggestive descrizionilettura socioeconomica del paesaggio, da Goethe a Rossi-Doria.