Non è una novità che le città stanno cambiando: basta pensare alla loro configurazione quando eravamo bambini, oppure possiamo chiedere qualcosa ai nonni, che invariabilmente ci diranno "ai miei tempi, qui dove ora ci sono centri commerciali e capannoni c'erano olivi, boschetti, campagne coltivate". Le città si espandono continuamente all'esterno, ed al tempo stesso consumano progressivamente tutti gli spazi liberi sopravvissuti all'interno. È il fenomeno conosciuto come "consumo del suolo", in altri termini come "urban sprawl", vale a dire l'urbanizzazione spesso selvaggia e non pianificata del territorio e del paesaggio. Il consumo del suolo interessa ormai tutto il mondo, e in Italia è particolarmente intenso. Nella nostra città assume un livello superiore alla media, come indicano i dati elaborati da Ispra - l'Istituto Ambientale del Ministero per l'Ambiente. Basti pensare che nel giro di una decina di anni Banditella, Porta a Terra, Magrignano - tanto per citare i casi più eclatanti- sono stati trasformati in distese di palazzi. Ma non basta: oltre a costruire molto, si costruisce "male" (vale a dire senza rispetto e attenzione per la natura presente), non si compensano i danni alla biodiversità -che peraltro è protetta da leggi nazionali e regionali sia nella sua componente di habitat e paesaggio, che come singole specie di animali e piante - ed il poco verde che sopravvive viene puntualmente massacrato da quasi sempre insensati interventi di abbattimenti e potature di alberi e siepi. Da oltre un anno, le associazioni ambientaliste livornesi (anche con il supporto di settori nazionali) hanno avviato un dialogo con il Comune per far sì che la progettazione del Nuovo Centro, a fronte della cementificazione dell'area, prevedesse per lo meno un impegno allo scopo di mitigare gli evidenti impatti negativi nei confronti della fauna, insieme ad un'attenzione affinché le aree verdi e la golena del Rio Maggiore venissero progettate e gestite con un approccio ecologico, rispettando ed enfatizzando i servizi ecosistemici. Ci siamo inoltre impegnati affinché il progetto prevedesse la tutela di alcuni filari di alberi, tra cui alcuni esemplari secolari di Sughera e Leccio, che il disegno originale avrebbe distruttoa quanto pare perchè i progettisti non si erano accorti di queste presenze! Negli ultimi mesi sono state quindi realizzate numerose riunioni con gli assessori, i dirigenti ed i progettisti incaricati, e da parte delle associazioni ambientaliste (in particolare Lipu e Wwf) sono state formulate delle precise proposte di supporto alla progettazione. Ma finora non abbiamo ricevuto nessun riscontro tangibile, mentre invece i lavori al Nuovo Centro proseguono speditamente, e quindi diventerà sempre più difficile adottare in maniera corretta le misure di mitigazione, tutela e miglioramento ambientale che erano state ipotizzate. Le Associazioni Ambientaliste Livornesi: Lipu, Wwf e Comitato per la salvaguardia del verde cittadino