Cassa depositi e prestiti destina 1 miliardo agli immobili locali I PROTAGONISTI La Sgr che governerà il fondo principale sarà al 40 dell'Economia e al 60 del Demanio IL NUMERO 13mila i beni disponibili all'alienazione individuati in passato in vista del federalismo demaniale ROMA. Al via il piano Grilli-Scalera per la dismissione degli immobili pubblici Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato, accanto al Dl sviluppo, un decreto legge che dà il via a un maxi-fondo per la gestione dei migliori beni di Stato ed enti locali. Si parte con 35o cespiti dal valore inventariale di 1,5 miliardi ma è una dote che sul mercato potrebbe anche triplicarsi. A completare il tris di strumenti sulla cessione degli asset pubblici intervengono poi i due "contenitori" - uno immobiliare, l'altro mobiliare - da 1 miliardo ciascuno contestualmente annunciati dalla Cassa depositi e prestiti. Delle quattro norme che compongono il Dl le prime due sono dedicate alle dimissioni. L'articolo 1 riguarda l'acquisto di partecipazioni di Sace, Simest e Fintecna; il 2 si concentra sulle alienazioni di beni. Lo strumento utilizzato è il fondo immobiliare previsto dall'articolo 33 del decreto 982011. Che viene però modificato in più punti per realizzare il progetto messo a punto dal viceministro dell'Economia e dal direttore Demanio. E proprio Mef e Agenzia saranno i protagonisti principali della vicenda. La società digestione del risparmio (Sgr) che governerà il maxi-contenitore sarà infatti partecipata al 40 dal primo e al 60 dalla seconda. Il suo compito sarà quello di valorizzare e mettere a reddito i migliori edifici che verranno conferiti dallo Stato e dagli enti territoriali. La lista di partenza dovrebbe contenere 350 voci per un valore di 1,5 miliardi. Ma grazie alla valorizzazione degli enti locali e alla trasformazione edilizia eventualmente decisa dai futuri soci privati questa dote potrebbe anche triplicare. Per formare l'elenco si attingerà innanzitutto ai 13mila beni che con il federalismo demaniale sarebbero dovuti passare dal centro alla periferia. Ma le porte della Sgr saranno aperte anche alle carceri inutilizzate, agli immobili ex Difesa, ad alcuni beni culturali e agli altri cespiti che Regioni, Province e Comuni decideranno di alienare. All'interno del veicolo principale potrebbero essere poi creati dei sotto-fondi in base alla tipologia di appartenenza (castelli, caserme eccetera) o di destinazione (ad esempio alberghi). Per far partire l'operazione servirà un decreto attuativo dell'Economia che potrebbe arrivare già la prossima settimana. Il Dm dovrebbe anche precisare come verranno ripartiti gli introiti prodotti dal conferimento dei beni. Lo schema dovrebbe essere il seguente: per gli immobili statali i proventi andranno direttamente all'abbattimento del debito centrale; per quelli locali il 75 tornerà all'ente proprietario sotto forma di quote del fondo e il restante 25 come liquidità (compatibilmente però con la pianificazione economico-finanziaria della Sgr); per quelli individuati nell'ambito del federalismo demaniale il 75 andrà alla riduzione del debito locale e il 25 a quello centrale. Sempre in tema di dimissioni va sottolineata l'intenzione della Cassa depositi e prestiti, di attivare un veicolo deputato alla «valorizzazionetrasformazione» degli immobili degli enti locali. Il contenitore conterà su un plafond iniziale di 1 miliardo e sarà partecipato al 100 dalla Cassa. Che sarà presente sia a monte del processo di valorizzazione, attraverso la propria direzione immobiliare, sia a valle con la gestione affidata a Cdp Sgr.. Soddisfatto per le scelte dell'esecutivo il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, che ha ricordato come già due anni fa l'associazione dei sindaci «propose la costituzione di due fondi, uno immobiliare e l'altro mobiliare». Certo, ha aggiunto, bisognerà ora leggere il Dl. Nella convinzione che «per giocare questa partita al meglio è essenziale la collaborazione e il coinvolgimento di tutte le istituzioni, a cominciare dall'Agenzia del Demanio e dalla Cdp». N SINTESI MAXI-FONDO Insieme con il decreto Sviluppo dal Consiglio dei ministri è arrivato ieri il via libera a un decreto legge che fa decollare un maxi-fondo finalizzato alla gestione dei migliori beni di Stato ed enti locali. Si parte con 350 cespiti dal valore inventariale di 1,5 miliardi, valore che immesso sul mercato potrebbe lievitare fino a triplicarsi. Due "contenitori" (uno immobiliare, l'altro mobiliare) completeranno gli strumenti perla cessione di asset pubblici. LE DISMISSIONI In tema di dismissioni, il testo del Dl prevede l'acquisto di partecipazioni di Sace, Simest e Fintecna e l'alienazione di beni attraverso lo strumento del fondo immobiliare, modificato in molteplici punti per realizzare il progetto elaborato dal viceministro dell'Economia e dal direttore del Demanio. Protagonisti del progetto saranno, infatti, il Mef e l'Agenzia. Il maxi-contenitore sarà governato dalla Sgr (Società di gestione del risparmio). Cifre e tris di strumenti in campo FONDO MEF-DEMANIO 1,5 miliardi La gestione dei beni di Stato affidata a un maxi-fondo Sarà pari a 1,5 miliardi di euro la cifra a disposizione del maxi-fondo perla gestione dei migliori beni appartenenti allo Stato. E sarà solo un valore di partenza, derivante da 350 cespiti. Per formare l'elenco si attingerà prima di tutto ai 13mila beni che grazie al federalismo demaniale sarebbero dovuti passare dal centro alla periferia FONDO IMMOBILIARE CDP 1 miliardo Un "contenitore" per facilitare la cessione degli immobili Sarà di un miliardo la dote del secondo "contenitore" previsto per l'opera di dismissione degli immobili pubblici voluta dal Governo. Le risorse arriveranno dalla Cassa depositi e prestiti e serviranno a realizzare operazioni di valorizzazione e trasformazione dei beni attualmente in mano a Regioni, Province e Comuni FONDO MOBILIARE CDP 1 miliardo Fari della Cassa puntati anche sulle utilities Accanto al fondo immobiliare da 1 miliardo la Cdp introdurrà un veicolo analogo (anche nel plafond) nell'ambito del Fondo strategico italiano (Fsi). Il veicolo servirà ad acquistare quote di partecipazione all'interno delle Spa locali sparse lungo lo Stivale. Purché siano in bonis e offrano prospettive di redditività