Dismissioni. Le mini municipalizzate dei Comuni sul mercato per fare cassa Fintecna, Simest e Sace passano alla Cassa. Depositi Grilli: le risorse saranno utilizzate per ridurre il debito pubblico ROMA - Le privatizzazioni ripartono sia pure con una serie di operazioni di ingegneria finanziaria. Il Tesoro cede alcune società alla Cassa Depositi e Prestiti. Vengono messi sul mercato immobili pubblici fermi da vent'anni con un Fondo specializzato che potrà venderli. Viene creato uno strumento per permettere anche ai Comuni di medie e piccole dimensioni di far entrare nel mercato le loro piccole municipalizzate e poter ricavare così una fonte di reddito. Insomma, dopo anni di stasi si rimettono in moto le dismissioni pubbliche. «Con queste tre decisioni - commenta il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli - creiamo un percorso credibile per l'immissione sul mercato di beni pubblici finora bloccati». Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio le decisioni prese dal governo. La più importante è la cessione di tre società del Tesoro (Fintecna che controlla anche Fincantieri, Simest e Sace) alla Cassa Depositi e Prestiti, ovvero alla banca pubblica che raccoglie il risparmio postale ma che è fuori dal perimetro della contabilità del debito valido per i trattati europei. Il Tesoro ne ricaverà circa 10 miliardi. «Risorse assicura Grilli - che andranno alla riduzione del debito e al pagamento dei debito dello Stato verso le imprese senza che lo Stato venga meno ad un impegno sociale particolarmente delicato come quello verso Fincantieri». Il Tesoro ha poi deciso di creare due Fondi ad hoc, sempre gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Nel primo, che avrà una dotazione finanziaria di un miliardo, confluiranno tutti gli immobili che sulla base del decreto sul federalismo demaniale lo Stato avrebbe dovuto consegnare agli Enti locali. Sarà il Fondo specializzato, e non più il singolo Comune o la singola Regione, a valorizzare i beni e a venderli girando poi il ricavato all'ente locale. Analogo il discorso per il secondo Fondo specializzato al quale i comuni potranno conferire tutta o in parte la propria municipalizzata. Sarà il Fondo a gestirla in maniera professionale e a girare al Comune quanto sarà possibile ricavare. «Si tratta di operazioni strutturali e di ampio respiro - sottolinea Grilli - destinate a rimettere in moto molte energie oggi ferme e a creare un circuito virtuoso perché i Comuni a loro volta riceveranno risorse che potranno rimettere in circolo». Considerazioni analoghe a quelle del presidente dell'Anci, Graziano Delrio. «Pensiamo che le risorse che saranno messe in campo saranno consistenti, dice Delrio. L'ammontare del patrimonio al quale i Fondi della Cdp possono guardare è nell'ordine dei 400-500 miliardi di euro. I soli immobili pubblici, che valgono 500 miliardi di euro, fanno capo a 9.000 istituzioni. Le società in cui strutture pubbliche hanno una partecipazione sono oltre 13 mila. Il valore per le sole società a livello nazionale è di oltre 44 miliardi. Dei 500 miliardi riferiti a immobili, sempre secondo calcoli fatti dal ministero dell' Economia, il 5-10 è vendibile in 3-4 anni. LA SCHEDA1 Cdp, un gigante del Tesoro che vive su 200 miliardi di raccolta postale ROMA - La Cassa depositi e prestiti è posseduta al 70 dal Tesoro e per il 30 da un gruppo di Fondazioni bancarie. Malgrado il suo assetto di società controllata dallo Stato, la Cdp è tecnicamente fuori dal perimetro della Pubblica amministrazione. La Cassa si fa forza dei suoi oltre 200 miliardi di raccolta postale in un momento in cui la liquidità sia dello Stato che del comparto finanziario scarseggiano. Soldi che ora vengono mobilitati in investimenti più dinamici rispetto al passato ma che devono garantire comunque una certezza di redditività. Nel solo 2011 le risorse mobilitate, a vario titolo, a sostegno delle imprese sono salite a 20 miliardi di euro. La Cassa, lo scorso anno, ha chiuso i conti con un utile di 1,6 miliardi di euro. Le nuove iniziative più rilevanti sono state: il fondo italiano per le Pmi e il Fondo Strategico che sono stati organizzati sulla falsariga di società private arruolando manager dal mercato per rintuzzare le critiche di chi parlava di una nuova Iri. Ma la Cdp, dopo il recente provvedimento del governo che le assegna almeno il 25,1 di Snam detenuto dall'Eni (di cui la Cassa controlla peraltro il 26) deterrà inoltre le chiavi delle Reti in Italia. Cdp controlla infatti anche il 29,9 di Tema e ora l'operazione con Metroweb (che mira a operare sinergicamente con Telecom) le assicura un ruolo anche nelle tic. LA SCHEDA2 Assistenza alle aziende all'estero e cantieri nelle tre società che saranno privatizzate ROMA - Sace, Simest e Fintecna, ovvero assistenza e assicurazioni alle aziende italiane che operano all'estero e industria, soprattutto cantieristica. E' di questo che si occupano le tre società che passano alla Cdp. La Sace è in sostanza una agenzia di credito all'esportazione, ed assume in assicurazione eo in riassicurazione i rischi a cui sono esposte le aziende italiane nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all'estero. Controllata al 100 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Sace offre una gamma di strumenti per l'assicurazione del credito, la protezione degli investimenti, l'erogazione di cauzioni, garanzie finanziarie e factoring. La Simest, invece, assiste le imprese italiane che investono all'estero. F partecipata al 76 dal Ministero dello Sviluppo Economico. La società partecipa oltre 230 aziende in tutto il mondo. Dalla sua nascita ha partecipato in totale quasi 800 imprese. Di natura diversa la Fintecna, società finanziaria controllata al 100 dal Ministero dell'Economia. che detiene partecipazioni in svariate aziende. Le principali riguardano la Fincantieri, Fintecna immobiliare e Quadrante. Negli ultimi anni Fintecna ha cambiato in parte la suq missione e ha seguito l'evolversi dei processi di liquidazione di alcune società come Finmare e Finsider (entrambi completati).