Prima difeso con i denti quando il Demanio avrebbe voluto vendere lo storico castello carrarese ad un impresario edile qualsiasi in cambio di un carcere nuovo. E c'era già l'idea di ricavarne centinaia di appartamenti, da piazzare a prezzi astronomici. Poi rilanciato proprio in questi giorni dalla decisione del sindaco di destinare 2 milioni di euro del bilancio per i restauri. Ma non è finita. L'ossessione dell'assessore alla Cultura del Comune Andrea Colasio, di ridare ai padovani la propria "culla", continua. «Ho intenzione di ospitare nella parte sud, (a sinistra rispetto all'ingresso) la raccolta Bortolussi di pezzi di design del '900 e un museo d'arte contemporanea. Abbiamo pezzi unici da far vedere». Ovviamente sarebbe questo il primo nucelo di un recupero totale della struttura che ha bisogno di anni di lavoro. «Per questo - continua l'assessore - chiederò due milioni alla Regione che dovrebbe aver dal Fas, il fondo per lo sviluppo, almeno 65 milioni di euro. Altri due milioni li chiederò alla Fondazione Cassa di Risparmio». Che finora, concretamente per il Castello avrebbe messo solo 400mila euro per scavi archeologici, mentre Colasio, dal 2001, con la sua attività di parlamentare della ex Margherita di cui è stato responsabile nazionale per la Cultura, ha racimolato 10 milioni di euro di fondi con dure battaglie durante le approvazioni delle Finanziarie. «Ma per riportarlo in vita ce ne vogliono 25, dunque conto sulla sensibilità della Fondazione. Anche perché ho risolto la vecchia questione della proprietà, oggi il Castello è del Mibac il ministero dei Beni Culturali che l'ha dato in gestione al Comune. È totalmente in sicurezza, i tetti sono stati rifatti». Insomma merita una chance.