A distanza di quasi un mese dalla prima scossa di terremoto, oggi palazzo Ducale riapre i battenti. Ma è una riapertura parziale. Turisti e visitatori potranno accedere, senza pagare il biglietto soltanto a due percorsi ristretti, con l'appartamento di Isabella e il giardino dei Semplici. MANTOVA. Sembrano due acrobati sull'orlo sbeccato della città, sospesi in mezzo al girotondo delle rondini. Sono i vigili del fuoco del nucleo speciale di Aosta, arrampicati sul campanile mozzato di Santa Barbara. La loro missione è puntellarlo, impedire che al prossimo capriccio della terra il campanile si sbricioli franando sulla basilica e sulla Galleria della Mostra. Tecnicamente si chiama cerchiaggio, in pratica si tratta di imbragare la cupola con una sorta di hula-hoop d'acciaio. Dà le vertigini osservare i vigili del fuoco all'opera a cinquanta metri d'altezza, sembra una scena di guerra dopo un bombardamento aereo. Anche se la minaccia è imprevedibile, sotterranea. A Palazzo Ducale si curano le fratture e si contano i danni. La stima è di cinque milioni di euro, almeno uno servirà a guarire il campanile di Santa Barbara e un altro ancora a riparare le torri del Castello di San Giorgio. Sperando che non ci siano altri tremori e nuove ricadute. Il palazzo resterà chiuso «sino a una data al momento imprecisabile» si legge sul sito inter-net www.mantovaducale.beniculturali.it. I turisti sbattono il naso contro il portone serrato, i mantovani scuotono la testa e distolgono lo sguardo. Il baricentro di piazza Sordello s'è spostato, ora i tavolini dei bar sono al centro del tappeto di ciottoli. Non si sa mai che cada qualche comignolo oppure un brandello di cornicione. Guai, però, ad assuefarsi. Il Ducale ferito resterà chiuso ancora a lungo, ma non serrato ermeticamente. La buona notizia è che da oggi alcuni segmenti del percorso di visita saranno riaperti. Gratuitamente. Percorso a zigzag, tra i ponteggi, ma necessario: il palazzo deve tornare ad essere animato, abitato, vissuto. Ha bisogno di sguardi e premure. Due le aree strappate alla furia del terremoto e restituite alla città. La prima abbraccia l'appartamento vedovile di Isabella d'Este (Portico del Cortile d'Onore, Scalcheria, Studiolo, Grotta e Giardino Segreto), con ingresso da piazza Sordello. L'altra comprende il giardino dei Semplici e il piano nobile dell'Estivale (Sala dei Pesci, Camerino di Orfeo, Sala di Giove, Sala delle Quattro Colonne, Sala di Bacco, Loggia dei Frutti e Sala delle Due Colonne), con ingresso da piazza Paccagnini. Apertura parziale, orario pieno: dalle 8.15 alle 19.15 (da martedì a domenica). Intanto ci si affanna a trovare nuove formule, stimoli, cure. Tra le idee in cantiere, quella di coinvolgere artisti, musicisti e attori per accendere l'estate del Ducale, da luglio fino a settembre. Recital, concerti e (perché no) aperitivi all'aperto per brindare tutti insieme al palazzo convalescente. Sottovoce, per una guarigione rapida. Biblioteca Baratta, ancora chiuse le aree magazzino e archivio Si concluderanno martedì prossimo, almeno da calendario, i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell'ala della biblioteca comunale Baratta chiusa dopo la scossa dello scorso 29 maggio scorso. Si tratta di un'area dell'ex Macello destinata a magazzino e archivio, tuttora chiusa al pubblico. Per il resto la biblioteca di corso Garibaldi è funzionante: sono aperte le sale di lettura e consultazione e accessibili i relativi servizi. Negli ultimi giorni sono proseguiti i lavori di messa in sicurezza della zona lesionata, anche se solo leggermente, dal sisma da parte degli operai dell'impresa a cui il settore Lavori pubblici del Comune ha attribuito l'incarico. Riguardo alla data di riapertura dell'area archivio, dove sono custoditi documenti storici, la riapertura di martedì potrebbe subire dei ritocchi in base a imprevedibili necessità sorte durante i lavori.