Comune e parrocchia: evitare la demolizione. I vigili: serve operare in sicurezza La torre civica da ieri è ingabbiata e non fa più paura: a breve a casa gli sfollati SUZZARA. Fiato sospeso ancora poche ore. Poi si saprà il destino della lanterna del campanile dell'Immacolata di Suzzara. Comune e parrocchia hanno chiesto ufficialmente ieri ai Vigili del fuoco di evitare la demolizione attraverso l'abbattimento e di riprogettare un estremo tentativo di smontaggio della struttura lavorando attraverso piattaforme in quota. La decisione sarà presa oggi dai Vigili che nella giornata di giovedì, verificando l'estrema delicatezza della situazione, avevano ritenuto troppo pericoloso lavorare in quelle condizioni. Il cupolino di mattoni pieni, pesante 27 tonnellate, appoggia infatti su colonne, anch'esse in mattoni, lesionate. Nel caso di una nuova scossa, ma anche di manovre di alleggerimento, la struttura potrebbe reagire con una sorta di "effetto Santa Barbara", ovvero il collasso che farebbe precipitare a terra la lanterna, ma potrebbe coinvolgere gli uomini che eventualmente stessero lavorando in quota. Per questo i Vigili giovedì ritenevano si potesse operare solo stando al di sopra della struttura. Il che vuole dire rinunciare allo smontaggio ed operare invece con la demolizione per stratto, così come avvenuto per il campanile di Bondanello. Se sarà questa la decisione finale, si dovrà approntare nella piazza un terrapieno per attutire l'urto della muratura sul suolo. È stata preferita l'argilla, invece della sabbia, per il suo comportamento elastico alla sollecitazione. Il rischio resta quello che la lanterna collassi da sola. La pesante struttura è formata da una cupola di mattoni tenuta assieme da una copertura a falde ottagonali in metallo. Il tutto è coronato da una guglia poggiante su pilastrini e infine una croce metallica con banderuola. Il problema è che questa massa sta in piedi su pilastri, sempre in mattoni, che si sono lesionati sia nella parte superiore, sotto la cupola, sia al piede. La base poggia sulla cella campanaria che è stata ricostruita in cemento nel 1965. L'altezza totale è di 70 metri. Ieri si è tenuto un veloce vertice fra il sindaco Wainer Menlli ed il parroco don Egidio Faglioni. «Come Comune, d'accordo con la parrocchia - spiega Melli - abbiamo chiesto che venga salvaguardato al massimo il campanile. Quindi che si cerchi di provvedere ad uno smontaggio, con le tecniche che i vigili ritengono più appropriate. Vogliamo evitare è che da un lato l'abbattimento provochi danneggiamenti alla piazza, dall'altro che lesioni lo stesso campanile». La cella, vuota all'interno e percorsa dai ballatoi, ospita infatti il gruppo delle campane che, se dovessero essere investite dai detriti, potrebbero a loro volta sganciarsi dagli alloggiamenti e precipitare all'interno del campanile, con conseguenze difficilmente ipotizzabili. Intanto prosegue la messa in sicurezza della torre civica. Ieri la ditta Panizza, di Brescia, ha cinto la parte alta della struttura con una palizzata in tubi metallici, per evitarne i parziali crolli. Questo comporterà la revoca delle evacuazioni di via XI Febbraio e dei negozi di piazza Castello. Il lavoro di messa in sicurezza proseguirà nei prossimi giorni. «Vogliamo riaprire le piazze entro il mese - ricorda il primo cittadino - e chiudere a breve il campo d'accoglienza».