Addetto alla contabilità e appalti, Luigi Germani è indagato per peculato. La fidanzata voleva andare a «Chi l'ha visto?» Prendi i soldi e scappa. Nei palazzi della politica, ormai, sembra essere diventato lo sport preferito. Perfino nel silenzioso e riservatissimo ministero dei Beni Culturali, guidato dal super tecnico ex rettore della Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi, spunta il funzionario "mano lesta" che, non visto, è riuscito a fare sparire un po' di fondi pubblici. E poi ha pensato bene di sparire anche lui. La vicenda è ancora avvolta dal mistero perché, in via del Collegio romano, sede del Mibac, si limitano a dire che loro sono «parte lesa» e la magistratura sta facendo le accurate indagini per arrivare alla verità. Guai ad aggiungere altri particolari. Finora si sa che il signore in questione, Luigi Germani, funzionario della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici del Lazio, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma con l'accusa di peculato. Il procuratore a unto Alberto Capema e il pm Attilio Pisani, titolari del fascicolo, stanno cercando di capire che fine hanno fatto i circa 5 milioni di euro spariti dalle casse pubbliche, che solo Germani potrebbe avere maneggiato, considerata la sua posizione di addetto alla contabilità e alla gestione degli appalti della direzione regionale del Lazio. In pratica, un tesoriere del ministero con la voglia di gestire a modo suo quel denaro, non tanto per intascarselo tutto in una volta (mossa troppo rischiosa anche per i più esperti), ma piuttosto per farlo transitare su conti di cui solo lui era a conoscenza. Il giallo è ancora più fitto se si considera la difficoltà di aggirare le procedure del complesso sistema informatico del ministero, che passano attraverso il sistema "Sicoge", che tramite l'invio telematico in Banca d'Italia, controlla i pagamenti nella pubblica amministrazione. Quindi la domanda è: com'è possibile che un dipendente, da solo, per quanto valido e capace di usare mezzi informatici così sofisticati si sia potuto "girare" circa 5 milioni di euro dove voleva lui senza essere scoperto da altri? La vigilanza interna al ministero è davvero così carente e inefficace da mettere a rischio tanti soldi pubblici? Un fatto è certo: la catena di comando non ha funzionato. E l'indagine si concentra ora su possibili altri dipendenti che potrebbero avere aiutato Germani a distrarre quella somma. L'architetto Federica Galloni, che dirige il Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, ha precisato che comunque la denuncia è partita da loro. «Quando a febbraio ci siamo accorti che c'erano dei seri problemi dal punto di vista contabile, abbiamo denunciato il fatto in modo circostanziato». Le incongruenze portavano tutte a Germani. «Lui era l'incaricato di gestire i fondi per gli appalti, quindi l'unica spiegazione è che avesse falsificato i mandati di pagamento». La beffa, oltre al danno, è che del dipendente infedele si sono perse le tracce. Non è chiaro se sia stato licenziato dal ministero o se, una volta scoperto, lui stesso abbia pensato bene di darsi alla fuga. In ufficio, dove tra l'altro lavora la compagna, avrebbe mandato un telegramma per dire che se ne andava e poi via, zero notizie. Anzi, all'inizio la fidanzata era talmente preoccupata per l'assenza del suo uomo in genere così ligio e preciso, da avere pensato al peggio. Voleva rivolgersi a "Chi l'ha visto" per cominciare le ricerche, hanno detto i colleghi. Lui, comunque, potrebbe già essere all'estero. A fare scoppiare il caso, a cui ovviamente il ministero avrebbe voluto dare meno pubblicità possibile, ci ha pensato Giuseppe Urbino, segretario nazionale della Confsal-Unsa Beni Culturali. «In tempo di tagli e di sobrietà», ha dichiarato, «sarebbe opportuno che il governo cerchi almeno di fare chiarezza su quanto è potuto accadere all'interno di una struttura pubblica. In fondo», è il commento ironico del sindacalista, «non è stata sottratta una matita, ma milioni di euro. Al ministro Ornaghi», ha aggiunto, «chiediamo di fare chiarezza e, accertato il reato, si proceda a cambiare o i sistemi di controllo, o i controllori».
Giallo al ministero. Funzionario dei Beni culturali sparito con 5 milioni
Luigi Germani, addetto alla contabilità e appalti della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici del Lazio, è stato indagato per peculato. La sua fidanzata ha cercato di scoprire cosa fosse successo a lui, ma non ha trovato tracce. Germani è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma con l'accusa di aver sparito circa 5 milioni di euro dalle casse pubbliche. L'indagine si concentra ora su possibili altri dipendenti che potrebbero aver aiutato Germani a distrarre quei soldi. Il ministero dei Beni Culturali ha denunciato la vicenda e ha chiesto di fare chiarezza su quanto è accaduto.
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