L'Università vuole spostare la pesantissima biblioteca, il ministero no: è la sede storica da 200 anni PISA Senato accademico e ministero si fronteggiano sul futuro della Biblioteca della Sapienza, che con il peso dei suoi 600mila volumi rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dello storico edificio (chiuso dopo la seconda scossa di terremoto in Emilia).Il Mibac, ministero dei beni culturali, in un dibattito alla Camera dei deputati che si è svolto giovedì, si è detto «dell'avviso che la Biblioteca universitaria debba rimanere nel palazzo della Sapienza, sua sede». Al contrario, il Senato accademico ha votato mercoledì (e reso nota ieri) una delibera con cui si «ritiene non realistica l'ipotesi che la Biblioteca Universitaria (che è però di proprietà del ministero, ndr), almeno nelle sue dimensioni attuali, possa essere nuovamente ospitata nei locali già occupati, rivelatisi inidonei». Il dibattito a Montecitorio nasce da un'interpellanza presentata dai deputati del Pd. Il primo firmatario, l'ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, ha illustrato le cause che hanno portato alla chiusura della Sapienza: il peso dei volumi della Biblioteca, ospitata nel Palazzo dal 1823, ha messo in crisi la staticità dell'immobile. Ma i parlamentari prendono spunto da un appello firmato da oltre mille persone e promosso dai professori Salvatore Settis e Adriano Prosperi, che invoca «al più presto la riapertura nella sua antica e tradizionale sede». Fontanelli chiede «come si intenda muoversi per ripristinare una situazione che permetta a quei beni di essere utilizzati e fruiti». Il sottosegretario del Mibac, Roberto Cecchi, distingue tra soluzione transitoria e a regime. Premette che «la collocazione futura della biblioteca universitaria sarà subordinata alle risultanze delle verifiche strutturali del palazzo della Sapienza». Ma non nasconde la preferenza per quella che ormai è la storica «sede da quasi duecento anni» e, in subordine, «nelle immediate vicinanze nel centro, per conservare il legame con gli studenti e gli studiosi della città. Il Senato accademico invece non solo chiede che la Biblioteca non rientri in Sapienza, ma previene nuove soluzioni "fantasiose", come il trasferimento al piano terra del patrimonio librario». No a «una strada che porti a individuare nella Sapienza ulteriori spazi, sottraendoli alla facoltà di Giurisprudenza che dovrà invece al più presto poter tornare nella sua storica sede». L'obiettivo è evitare «una diaspora» fra le attività di didattica e ricerca. In una nota, il rettore Massimo Augello ricorda che lo sgombero della Sapienza è avvenuto «a seguito di una specifica ordinanza del sindaco, con la quale si intimava "di procedere immediatamente a mantenere inutilizzato per le attuali destinazioni l'intero edificio». L' ordinanza è giunta al termine dell'iter di verifica richiesto dall'Università dopo le recenti scosse di terremoto.
PISA - Sapienza, scontro tra Pisa e Roma
Il ministero dei beni culturali (Mibac) e il Senato accademico dell'Università di Pisa si sono contrapposti sul futuro della Biblioteca della Sapienza, che con i suoi 600mila volumi rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dello storico edificio. Il Mibac ha espresso la preferenza per mantenere la biblioteca nella sua sede storica, mentre il Senato accademico ha votato una delibera che ritiene non realistica l'ipotesi di trasferire la biblioteca nelle sue dimensioni attuali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo