La formella nel cortile di Michelozzo attribuita a Michelangelo. È sempre stata sotto gli occhi di tutti, sulla parete sinistra del Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, ad altezza sguardo. Ma finora nessuno aveva sospettato che potesse essere un'opera di Michelangelo Buonarroti. Almeno fino a quando non si è posato sulla formella di marmo lo sguardo del professor Gabriele Morolli, già protagonista delle cronache di qualche mese fa per la proposta di dare alla facciata della chiesa di San Lorenzo l'aspetto che avrebbe voluto dargli sempre Michelangelo. Si tratta di una formella di marmo raffigurante, con la tecnica del falso antico, l'incontro tra Venere e Eros. A sostenere questa tesi, insieme a Morolli, docente di storia dell'architettura all'Università di Firenze, anche il critico Alessandro Vezzosi. Entrambi concordano che l'opera presenterebbe «incredibili affinità con numerose altre opere dell'artista». Più cauta la soprintendente del Polo museale, Cristina Acidini che definisce l'operazione «una ricostruzione interessante che rende possibile un approfondimento». Morolli mette già un po' le mani avanti: «Se ci sbagliamo, nessun danno dice per una volta si tratta di un'attribuzione che non fa male a nessuno, perché l'oggetto in questione è già di proprietà pubblica». Ma fa ancora di più, ricordando le polemiche sulla facciata di San Lorenzo e ribadendo che nel 2013 tornerà a battersi per il progetto: «La mia speranza è che questa volta non venga tutto travolto nella litigiosità degli storici dell'arte fiorentini». Ma in Provincia, che ha sede in Palazzo Medici Riccardi, l'entusiasmo è più che palpabile. «Stupore e gioia per aver scoperto un tale tesoro in casa nostra», è stata la reazione del dirigente del settore cultura Massimo Tarassi. Scoperta che «valorizza ancora di più, se possibile, uno dei più bei palazzi della fiorentinità prosegue il presidente, Andrea Barducci su cui stiamo lavorando per renderlo sempre più ricco di attrattive, potenziando e allargando gli spazi espositivi».