Un'occasione mancata per Verona. Ma anche un colpo basso alla sua immagine di città di cultura. Sono unanimi i pareri sull'annullamento della mostra di Mirò in Gran Guardia che doveva essere inaugurata giovedì 21 per restare aperta fino al 9 settembre, in piena stagione turistica. Ricorda il professor Francesco Butturini, ex dirigente scolastico del liceo classico «Maffei» e attuale presidente della Fondazione Maffei, che l'ultima mostra dedicata a Mirò venne a Verona negli anni '90 con l'amministrazione Sala. «Capisco che la situazione sia difficile, oggi», commenta Butturini. «Le opere di Mirò richiedono cifre ingenti per i trasporti e le assicurazioni. Però bisogna che questa città, oltre che a fare i conti, per organizzare grandi eventi culturali trovi sponsor che abbiano una spiccata sensibilità per la cultura. Due banche, pur generose, non possono puntellare tutte le iniziative culturali». Ma le motivazioni economiche, da sole, non giustificano i motivi di questa clamorosa disdetta alla vigilia dell'inaugurazione. La pensa così Stefano Ghelli Santuliana, presidente del consorzio di promozione turistica Verona TuttIntorno: «Al di là dei motivi, economici o burocratici che non conosco bene, dell'annullamento di quest'evento già largamente annunciato, in questa città ci vorrebbe più sensibilità per la culturae più mecenatismo. Verona è bellissima, ha monumenti unici, è una città attraente anche perchè è pulita, ordinata, con alberghi e ristoranti di qualità per tutte le tasche, uno snodo ferroviario ben servito e un aeroporto vicino». Un magnifico contenitore, aggiunge Ghelli Santuliana, «che va riempito con iniziative preziose. Ma per farlo serve uno sforzo corale di enti pubblici e privati, di aziende e anche di cittadini. Bisogna che tutta la città investa sul turismo, bisogna che creda in questa forma di economia. Bisogna però anche capire che tipo di turismo si vuole per Verona. Oltre a quello culturale c'è quello congressuale, che è molto redditizio. Se avessimo almeno tre grossi convegni di carature internazionale ogni anno, l'economia veronese ne avrebbe un beneficio enorme. Ma bisogna che Verona sappia proporsi nei luoghi giusti, come le fiere dedicate, e che sia credibile quando è il momento di organizzare gli eventi». Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e «motore» da 30 anni del premio Masi, concorda a sua volta sul fatto che l'annullamento della mostra di Mirò sia un'occasione mancata. Non solo, commenta Boscaini, «è un fatto grave per Verona perchè a quanto pare la nostra città paga l'allungamento della data della stessa mostra a Roma. E questo non va proprio bene. Credo che ci sia un problema di percezione della città. Verona non può presentarsi per qualsiasi evento. Non si possono fare i mercatini in Brà e poi volere l'élite del turismo culturale. Bisogna pretendere più rispetto per la città. In questi trent'anni di premio Masi, ad esempio, abbiamo usato il nostro budget concentrandoci su pochi ma significativi eventi: mi sembra la strada giusta. Verona deve riflettere su questo: se vuole essere la città della cultura deve scegliere cosa fare e non fare. Ci sono i salotti buoni perle iniziative di rango e ce ne sono altri per eventi più folkloristici. Secondo me in Bra vanno fatte realizzate solo iniziative di valore internazionale. Ma serve un programma comune, che coinvolga enti e aziende, banche e privati. Verona si presenti diversamente e sarà più credibile». Si dice amareggiato della mostra mancata anche il professor Gianni Lollis, presidente della Società Belle Arti: «Avevamo organizzato già dei gruppi e all'ultimo momento è saltato tutto. Non voglio entrare nel merito dei motivi per cui è accaduta una cosa del genere ma mi sembra una brutta cosa, visto che l'evento era già stato pubblicizzato sulle riviste e sui siti Internet. Al di là delle motivazioni, Verona ci perde la faccia. Credo che quest'incertezza sia dovuta all'acquisto di questi «pacchetti« preconfezionati che non danno tutte le garanzie necessarie. Le mostre dovremmo organizzarle noi come città. Con il contributo di tutti».
VERONA - Verona ha bisogno di nuovi mecenati
La mostra di Joan Miró a Gran Guardia a Verona è stata annullata all'ultimo minuto. L'evento doveva essere inaugurato il 21 agosto e restare aperto fino al 9 settembre. L'annullamento è stato motivato dalle cifre ingenti richieste per le opere di Mirò e dalle difficoltà economiche. Tuttavia, la presidente del consorzio di promozione turistica Verona TuttIntorno, Stefano Ghelli Santuliana, ha sottolineato che l'annullamento è un colpo basso per l'immagine di Verona come città di cultura. Ghelli Santuliana ha anche sottolineato l'importanza di avere uno sforzo corale di enti pubblici e privati per promuovere il turismo culturale.
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