IL MANAGER Giuseppe Sala difende Expo: non si può più tornare indietro. «Inizio a diventare insofferente dice verso chi ha ancora la voglia di dire "perché facciamo Expo"». Questa sera vertice tra Pisapia e Monti. E nel toto-commissario spunta il nome dell'ex ministro Flick. Expo: "Non si può più tornare indietro" L'ad Sala ascoltato in Regione. Oggi Pisapia da Monti per il rebus commissario L'EXPO non si tocca. È un altolà deciso quello che detta Giuseppe Sala. Una difesa quasi rabbiosa della "sua" creatura dopo l'ennesima impasse. Perché l'amministratore delegato del 2015 sa bene quanto, dopo lo strappo del sindaco Giuliano Pisapia, abbiano ripreso corpo i dubbi sulla riuscita dell'evento e le critiche sulla sua capacità dell'Esposizione di creare benefici. Ed è per questo che cerca di fermare polemiche e scetticismo: vietato anche solo pensare di poter tornare indietro. «Non possiamo e non dobbiamo bloccare questa macchina », è l'avvertimento. «Mettersi a discutere ancora se l'Expo si deve fare o no mi sembra un po' da autolesionisti. Se devo essere onesto inizio a diventare insofferente rispetto a chi ancora ha la voglia di dire: "Ma perché facciamo l'Expo?". Vivendolo dall'interno sono tecnicamente e managerialmente convinto che sia una grande opportunità e quindi le polemiche mi fanno male». È partito dai numeri, Sala. Quelli illustrati in una commissione in Regione: 1,3 miliardi di fondi pubblici, un altro miliardo che i Paesi investirebbero per i padiglioni, 4,8 miliardi di benefici attesi nel turismo. «Numeri realistici», dice. «Chi continua a dire che questo evento non porterà vantaggi, in un momento di crisi, è in malafede». Una linea precisa. Dopo i primi tre anni di liti politiche e affanni, Expo sembrava uscita dalla palude. E adesso, alla ricerca di un nuovo "mister Expo" che diventi commissario straordinario, le lancette potrebbero tornare indietro. È per questo che Sala si dice «dispiaciuto. Non tanto «per la decisione del sindaco che ha i suoi motivi», ma per le «critiche per le critiche» all'Esposizione. Ed è proprio dell'assetto futuro che Pisapia parlerà con Mario Monti. Un vertice che dovrebbe avvenire già questa sera, quando sia il sindaco sia il premier oltre a Roberto Formigoni e Sala parteciperanno a una cena di beneficenza a Palazzo Reale. Pisapia, che ha rimesso il mandato da commissario nelle mani del premier, non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi. Al di là delle discussioni in punta di diritto: la legge del 2008 che ha dato il via a Expo, nomina il «sindaco pro tempore di Milano» commissario. Basterà un decreto o sarà necessario rifare la legge, si interrogano gli uomini di Expo? Dietro le quinte c'è anche chi teme un nuovo protagonismo del governatore, ma il candidato ideale un endorsement è arrivato, dalle colonne del Corriere della Sera, dal segretario generale del Bie Vicente Gonzales Loscertales sembra essere Sala. Che dice: «Se dovessi esprimere una preferenza sarebbe per qualcuno che si aggiunga alla mia opera perché il lavoro da fare è tanto». Allo stesso tempo non vede «conflitti di interesse» con il suo ruolo di ad. Tradotto: se il governo gli chiedesse una disponibilità non si tirerebbe indietro. Nel totonomine, si aggiunge anche il nome dell'ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, che si sarebbe fatto avanti con lo stesso Pisapia.
MILANO - L'ira di Sala "Sull'Expo non si torna indietro"
Il commissario straordinario di Expo, Giuseppe Sala, ha difeso l'evento, affermando che non si può più tornare indietro. Sala ha espresso la sua insoddisfazione per le critiche e le polemiche sulla riuscita dell'evento e sulla sua capacità di creare benefici. Ha anche affermato che non si può più discutere se l'Expo si deve fare o no, e che le polemiche lo fanno male. Sala ha anche menzionato i numeri positivi dell'evento, come 1,3 miliardi di fondi pubblici e 4,8 miliardi di benefici attesi nel turismo. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha deciso di non tornare sui suoi passi e ha chiesto a Mario Monti di nominare un nuovo commissario straordinario.
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