L'assessore Givone: la convenzione non sarà rinnovata, è una scelta loro EX3 al capolinea. Getta la spugna la cordata di privati guidata dall'imprenditore Andrea Tanini, che dal 2009 gestisce il centro per l'arte contemporanea di Gavinana. Costi troppo alti, niente da fare: la convenzione con il Comune, proprietario dei 2.300 metri quadrati addossati all'Ipercoop, scadrà in agosto e non verrà rinnovata, ha spiegato ieri mattina durante l'audizione in commissione cultura il neo assessore Sergio Givone. Non un fulmine a ciel sereno, dal momento che le difficoltà economiche del progetto di "Ex3 Toscana contemporanea", il soggetto gestore dello spazio nato nel 2009 sulle ceneri del Quarter, erano già note da tempo. Ma comunque un addio destinato a pesare. Quasi un de profundis sui destini dell'arte contemporanea in una città spesso chiusa in sé stessa e restia agli investimenti sul nuovo: «La convenzione non verrà rinnovata », annuncia prima Givone. «Non per scelta nostra: gli attuali gestori non intendono rinnovarla per via dei costi troppo alti. Ci hanno spiegato che i conti non tornano, che i costi sono tali da non rendere più possibile la prosecuzione di quello loro ritengono ormai un atto di mecenatismo», aggiunge l'assessore nel pomeriggio. E in serata arriva la conferma ufficiale da parte di Tanini: «Dopo 3 anni, Ex3 chiude». Cause economiche, conferma Tanini: il contributo comunale si rivelava ormai insufficiente anche per pagare le spese vive e qualsiasi programmazione appariva impossibile. Ora per il centro di Gavinana andrà fatto un nuovo bando, inventato un nuovo futuro. «Bisognerà ripensare quel luogo, in agosto scade l'attuale convenzione e faremo un nuovo bando per la gestione», allarga le braccia Givone, confermando la «soddisfazione per il lavoro fin qui svolto da Ex3» e l'intenzione di rinnovare, nel nuovo bando, la vocazione di quello spazio «all'arte contemporanea». L'associazione, spiega il Comune, ha chiesto un aumento delle risorse ma «non è possibile modificare la convenzione senza un nuovo atto di evidenza pubblica». Ci sono stati più incontri, dalla fine di maggio a ora, per proseguire il rapporto, ma non è stato possibile. E' la fine di una scommessa cominciata nel 2009, quando Ex3 nacque sulle ceneri di Quarter, diventando ben presto un punto di riferimento per chi, nella città del Rinascimento, ha sete di contemporaneità. Oltre 1.500 presenze alle inaugurazioni e una quarantina di visite al giorno, erano i numeri che avevano reso noti nei mesi scorsi i nuovi direttori della struttura, Lorenzo Giusti e Arabella Natalini. Segno di una vitalità che evidentemente però non ha trovato coincidenze con i costi e le spese elevatissime. Noti fin dagli esordi ma oggi diventati non più sostenibili: ogni anno Ex3 ha ricevuto da Palazzo Vecchio un contributo di circa 85 mila euro per tirare avanti. Ma solo girare le chiavi del palazzone (1.900 mq per l'esposizione più uffici e corridoi), dai conti fatti ai tempi di Quarter, costa intorno ai 60-65 mila euro. Fin troppo semplice dedurre che, con la crisi che allontana gli sponsor e le spese che si impennano (consumi elettrici, gas, acqua), la macchina di Ex3 è finita in panne. Tanto più che nel centro non si pagano i biglietti d'ingresso e quindi le entrate del gestore sono vincolate solo ai contributi. Risultato, si chiude. Givone tuttavia non dispera: immagina nel Forte Belvedere che sarà una sezione dedicata alla contemporaneità (vorrebbe chiedere ad Anselm Kiefer un'opera), chiede alla Strozzina di «fare di più» e annuncia due nuove donazioni private in arrivo: quelle del regista Andrej Tarkovskij e del filosofo Edgar Morin. Da ospitare al Vieusseux, che per l'assessore dovrebbe rimanere dov'è e semmai allargarsi dentro Palazzo Strozzi. Per la Pergola invece, idee chiare: «Vorrei diventasse teatro della tradizione nazionale». Il presidente Tanini: aperti gratis 11 mesi ma non riusciamo a pagare l'affitto "Abbiamo chiesto un rilancio il Comune non ci ha risposto" «LO diciamo con grande amarezza ma l'unica realtà affidata ad una associazione che opera nel contemporaneo a Firenze, inaugurata nemmeno tre anni fa dal sindaco Renzi e che in poco tempo è diventata un punto di riferimento è costretta a chiudere ». Così, al termine di una giornata in cui si rincorrono le voci, il presidente del centro Ex3 Andrea Tanini conferma la fine della favola del contemporaneo a Gavinana. Solo che lo fa sbattendo la porta, accusando Palazzo Vecchio e Renzi: «Negli ultimi mesi l'associazione ha più volte discusso con il sindaco e coi dirigenti la necessità di rivedere i termini della convenzione, avendone verificata la sostanziale inadeguatezza, imputabile all'insufficienza del contributo comunale che copre a malapena le spese di affitto (pagato al Comune stesso), manutenzione e utenze dell'edificio». Tanini svela i costi per far capire perché ha dovuto gettare la spugna: 21.600 euro di affitto, 18.000 di elettricità, 9 mila di gas, 5.400 per la tassa rifiuti, 22.000 di manutenzione, 5 mila di assicurazione. Totale 81 mila. Più altri 114.000 tra personale, consulenze, organizzazione. Tutto questo a fronte di entrate scarse, dice Tanini. Da Palazzo Vecchio spiegano di aver dato a Ex3 90 mila euro per 2009 e 2010 e 85 mila euro per il 2011. In tutto, 265 mila euro. Ex3 però voleva di più: «Aperto gratuitamente, Ex3 ha svolto un ruolo essenziale in città riqualificando anche la periferia. Il Comune avrebbe dovuto sostenerci e invece nulla, avevamo chiesto un segnale di rilancio che non è arrivato. Le realtà che sostenevano Ex3 sono state indirizzate altrove per realizzare eventi più "spettacolari", gli sponsor privati sono in grande crisi e anche l'Ente Cassa di Risparmio, che in un primo momento aveva annunciato un contributo sostanzioso, lo ha poi ridotto a 10mila euro l'anno». Per Tanini in città tutto il denaro per la cultura è assorbito da Maggio, Vieusseux, Palazzo Strozzi e Pergola: «Una "semplificazione" dettata dal conformismo del sistema culturale che ci trova in totale disaccordo». «Preoccupatissimo per il futuro di Ex3» si dice il presidente del Quartiere 3, Andrea Ceccarelli. (e.f.)
FIRENZE - Ex3 getta la spugna, nuovo bando per l'arte
Riassunto in 200 parole:
L'assessore Sergio Givone ha annunciato che la convenzione tra il Comune di Firenze e il centro di arte contemporanea Ex3 al capolinea non verrà rinnovata. La decisione è stata presa a causa dei costi troppo alti, che rendono impossibile la prosecuzione del progetto. Il presidente di Ex3, Andrea Tanini, ha confermato che la struttura chiuderà a causa delle difficoltà economiche. Tanini ha spiegato che il contributo comunale non è sufficiente per coprire le spese di affitto, manutenzione e utenze, e che le entrate del gestore sono vincolate solo ai contributi. Il Comune ha offerto 265.000 euro in tre anni, ma Ex3 ha chiesto di più.
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