In Maremma erano stati autorizzati 13 impianti, ma per quello di Capalbio le polemiche durano da mesi. Il blitz ha rovinato il "carburante verde" CAPALBIO Carte bollate e interrogazioni parlamentari non erano riuscite a fermare l'impianto, peraltro ancora da costruire. Ci sono quasi certamente riuscite, invece, tronchesi e forbici, in poche ore, distruggendo centinaia di tonnellate di raccolto e spezzando quell'"alleanza" fra Capalbio e Sacra Spa che, dall'inizio del secolo scorso, ha permesso al territorio da Ansedonia al confine con il Lazio di restare incontaminato, amata mèta di tanti ospiti importanti, per lo più romani, della politica, dell'economia, della finanza. La guerra per l'impianto a biogas, che si combatte da oltre un anno, si è chiusa ieri nel modo peggiore quando ignoti, armati di tronchesi per spezzare la rete della recinzione e di forbici affilate, hanno tagliato 14 dei 34 "silobag" che contenevano decine di tonnellate di raccolto, il "combustibile" per l'impianto a fermentazione. Quel raccolto è ora destinato a marcire e, poiché la legge impone di usare almeno l'80 di produzione propria, Sacra, qualora avesse il via libera a realizzare l'impianto, non potrà comunque alimentarlo. Il sabotaggio mette di fatto la parola fine al progetto, visto che lo slittamento dei tempi impedirà a Sacra di avere gli incentivi del "Conto energia" e l'investimento non sarà più vantaggioso. Il danno immediato sfiora il milione di euro, ma è almeno sette volte tanto in mancati guadagni, cifra che potrebbe aprire un nuovo contenzioso con il comune di Capalbio, ritenuto da Sacra responsabile dei ritardi nell'autorizzazione ai lavori. Mesi di battaglia. Ma perché, dopo 13 impianti simili autorizzati senza problemi in Maremma negli ultimi due anni, il quattordicesimo ha scatenato tanta tensione, culminata nel sabotaggio di ieri? Lo scontro vede da una parte la Sacra, società fondata nel 1922, una volta proprietaria della maggior parte del territorio di Capalbio e, dopo gli espropri della riforma agraria, di "soli" mille ettari tra la ferrovia e il mare. Una tenuta al cui centro si trova il lago di Burano, riserva naturale affidata in gestione al Wwf ma di proprietà Sacra, società controllata dalle famiglie dei marchesi Resta Pallavicino e da Carlo Puri Negri - ex ad di Pirelli Re e ora presidente di Sator, la società fondata da Matteo Arpe - che protegge in maniera meticolosa la propria azienda, mantenendo in coltivazione oltre 600 ettari di terreno - il resto è macchia, duna e lago - e reinvestendovi tutti i proventi in piantumazioni, manutenzioni e opere di restauro. Dall'altra ci sono Furio Colombo, senatore del Pd, che ha casa a poche centinaia di metri dal sito prescelto, il titolare di uno stabilimento balneare, un ristoratore romano e una delle poche famiglie ancora dedite all'agricoltura; tutti proprietari dei terreni che circondano il sito tra la ferrovia e l'Aurelia, nel quale doveva essere realizzato l'impianto a biogas per la produzione di energia elettrica, alimentato con i residui delle coltivazioni dei terreni di Sacra. Nel mezzo c'è anche il comune di Capalbio, guidato dal vivace sindaco Luigi Bellumori che prima ha sottoscritto un protocollo d'intesa per sviluppare le rinnovabili sul suo territorio, infatti tanti ettari di terreno si sono riempiti di pannelli fotovoltaici, e poi ha sponsorizzato la richiesta di Sacra di realizzare l'impianto a biogas perché potesse garantire - parole sue - «la prosecuzione della coltivazione dei fondi agricoli» sollecitando la Soprintendenza perché autorizzasse l'impianto prima a Macchiatonda, a cento metri dal lago, e poi a Torba, un paio di chilometri più in là. Alle immediate rimostranze degli abitanti della zona, sono seguiti i primi tentennamenti dell'amministrazione che ha caldeggiato la Sacra perché spostasse l'impianto sopra la fascia costiera. Trovato infine il sito, lontano dall'abitato, ricevuta la benedizione della maggioranza e della minoranza che all'unanimità ne hanno votato la sostenibilità, la Sacra si è comprata il terreno, aggiungendo dieci ettari agli oltre mille che già possedeva. Ma nessuno aveva fatto i conti con i vicini, che hanno raccolto firme in calce a una petizione contraria all'impianto e acquisire autorevoli pareri contrari, per lo più di noti personaggi che di Capalbio hanno fatto il proprio buen ritiro. Così sotto la pressione dei vicini e con i proprietari del terreno che hanno disconosciuto la cessione a Sacra, il Comune si è messo di traverso, annullando in poco più di un giorno le autorizzazioni che aveva dato mesi prima. E lì è iniziata la battaglia legale che si trascina da aprile e che vedrà forse l'epilogo il 6 luglio, quando il Consiglio di Stato, a cui è ricorsa Sacra, deciderà nel merito. Lo scontro istituzionale. In mezzo ha fatto discutere lo scontro con parole sempre più dure fra Leonardo Marras, presidente della Provincia (destinata a dire l'ultima parola sull'impianto) e il senatore Furio Colombo, che ha casa davanti al sito. I due, entrambi del Pd, hanno duellato ospiti delle nostre pagine: il primo sostenendo il primato dell'agricoltura sul turismo, il secondo paventando i disagi causati da cattivo odore e aumento di traffico collegato all'impianto. E l'invito di Marras a Colombo a «dotare la casa di persiane» ha spinto l'altro a presentare una dura interrogazione parlamentare nella quale ipotizza una stretta amicizia fra Marras e Puri Negri con viaggi insieme negli Usa, e per la quale il presidente maremmano ha fatto querela. L'attentato. Alla fine, però, a scavalcare la battaglia verbale e legale, anche dura ma civile, sono state tronchesi e forbici usate da ignoti che hanno preferito l'atto vandalico per forzare la situazione. Anche se la partita per i danni inizia adesso e rischia di mettere in ginocchio il piccolo comune di Capalbio. Una struttura a emissioni zero la storia Già nel 2010, a seguito della sottoscrizione di un protocollo tra Provincia di Grosseto e Comuni locali (tra cui Capalbio) che puntava a far diventare la Maremma un distretto delle energie rinnovabili, Sacra presentò il progetto per realizzare, quale attività connessa a quella agricola, un impianto a biogas da alimentarsi con i residui della lavorazione dei terreni della azienda, che sarebbero stati così mantenuti in coltivazione. Un impianto "piccolo" ( 999 kwh), uguale a numerosi altri già autorizzati e, in parte, già in funzione, e che doveva consentire di intercettare gli incentivi del "conto energia" del governo. L'impianto funziona a fermentazione in camera stagna, è alimentato con gli sfalci della lavorazione agricola e non ha emissioni. Produce energia e acqua calda. Si compone del biodigestore e dei sacconi esterni nel quale si stoccano gli sfalci, quelli tagliati ieri. Il progetto presentato dalla società doveva permettere di tenere in utile il bilancio dell'azienda agricola che, altrimenti, non riesce a raggiungere un equilibrio economico in quanto i terreni, non irrigui, hanno una bassissima resa. Con l'impianto Sacra aveva in progetto di proseguire nelle opere di sistemazione e difesa ambientale della proprietà (circa 500mila euro di spesa l'anno, quali piantumazioni, sistemazione dei percorsi, rifacimento dei muri a secco, interramento cavi delle linee enel, difesa della duna, ecc...) oltre a portare gli operai agricoli da 6 a 14. Ma ora il progetto pare molto difficile da portare avanti.
Il Tirreno
15 Giugno 2012
TOSCANA - CAPALBIO - Nella guerra del biogas è l'ora del sabotaggio
GU
Guido Fiorini
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Il Tirreno · 24 Feb 2007
Empoli. Ruba in cbiesa prezioso candelabro
Il Tirreno · 15 Gen 2008
EMPOLI. Costruire in città costa sempre di più
Il Tirreno · 15 Gen 2009
TOSCANA - GROSSETO. Il Comune taglia i fondi alla cultura
Il Tirreno · 15 Ott 2009
GROSSETO. Case all'ippodromo, il Comune apre Parliamone, ma facciamolo nuovo
Il Tirreno · 16 Ott 2009
GROSSETO. Fateci gestire i parchi archeologici
Il Tirreno · 5 Nov 2009
TOSCANA - URBANISTICA. GROSSETO. Unicoop ricorre al Tar per il Casalone
Il Tirreno · 17 Giu 2010
PORTO ERCOLE. Le ossa di Caravaggio Compatibili con il Dna i resti di Porto Ercole
Il Tirreno · 27 Ago 2010
Si torna all'autostrada-Aurelia - In vista l'allargamento dell'arteria esistente, ma la Provincia di Grosseto non ci sta
Il Tirreno · 10 Gen 2011
TOSCANA - Più vincoli per i grandi impianti
Il Tirreno · 2 Feb 2011
GROSSETO - Tutti i "no" della Soprintendenza. Le Mura, Roselle, il Duomo: pareri negativi fermano i progetti
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 16 Giu 2010
ROMA - Eur, la protesta contro la F1 adesso corre su internet
il Giornale · 16 Giu 2010
ROMA - Una minaccia. No, impatto zero. È la guerra del Gran premio
Corriere della Sera · 16 Giu 2010
Tremonti non arretra: vanno ridotti gli sprechi
la Repubblica · 18 Giu 2010
Buona fede e controlli ex post la Costituzione cambierà così
Il Mattino · 19 Giu 2010
SOMMA VESUVIANA. Il TAR contro la soprintendenza
La Stampa · 23 Giu 2010
Mattone politica, la santa alleanza della "piovra vaticana"
il Sole 24 Ore · 21 Giu 2010
Verso il federalismo - C'è un tesoro sotto la sabbia
la Repubblica · 26 Giu 2010
Sepe, Balducci e Bertolaso la grande alleanza nata allombra di un parcheggio. La Regina: cercai di fermarli, erano caterpillar
Il Tirreno · 27 Giu 2010
TOSCANA - Tutti contrari alla nuova cava
Corriere della Sera · 27 Giu 2010
ROMA - Il Museo ebraico piange la direttrice: Daniela Di Castro, una grave perdita
ANSA · 27 Giu 2010
Federalismo: AAA patrimonio vendesi
la Repubblica · 27 Giu 2010
FEDERALISMO Dalle Dolomiti alle isole sarde, a Porta Portese l'elenco dei beni trasferibili agli enti locali
Il Tempo · 28 Giu 2010
Beni dello Stato in regalo ai Comuni. Dal mercato di Porta Portese agli isolotti prossimi alla Maddalena.
L'Arena · 28 Giu 2010
Agli enti locali i tesori d'Italia: anche le Dolomiti
Fonte non specificata · 28 Giu 2010
Federalismo, vendibili pure "pezzi" di Dolomiti
la Repubblica · 28 Giu 2010
La lobby del mattone benedetta dal Vaticano
l'Unità · 27 Giu 2010
Al via il federalismo demaniale Lo Stato cede pezzi d'Italia
la Repubblica · 29 Giu 2010
ROMA - Ospedale del Giubileo, condannato Balducci - La sentenza della Corte dei Conti sulla ristrutturazione del Santo Spirito
la Repubblica · 29 Giu 2010
FIRENZE - La protesta - Se il restauratore sinfila nel sacco
Corriere della Sera · 28 Giu 2010
ROMA - Federalismo demaniale Ecco i gioielli in vendita