Palazzo Grassi è stato negli ultimi diciotto anni uno i fiori più preziosi all'occhiello del gruppo Fiat, ed uno dei centri di cultura più importanti al mondo, promotore e contenitore di mostre che hanno attirato a Venezia milioni di visitatori. Ad innamorarsi di questo palazzo monumentale e marmoreo in riva al Canal Grande, fatto erigere nel 1722 dalla famiglia bolognese dei Grassi (ascritta nel 1718 al patriziato veneziano) era stato lo stesso avvocato Gianni Agnelli, che ne volle fare fin da subito un grande centro culturale, impegnandosi anche in importanti restauri, nel 1985 e poi nel 2003. La società Palazzo Grassi Spa, al 90 per cento Fiat, si era costituita nel novembre 1984, avendo per fine sociale la promozione culturale. Da allora, oltre sette milioni di amanti dell'arte hanno visitato le mostre organizzate all'interno di Palazzo Grassi, eventi di spicco ogni anno nella scena artistica italiana. Il primo appuntamento con l'arte era stata la mostra del 1986 sul tema 'II futurismo - i futurismi", che spaziando sui prefuturismi e sui futurismi italiani, francesi, russi, scandinavi, inglesi e americani, abbracciava tutte le tematiche affrontate da questo movimento, in ogni disciplina. Dell'anno successivo la mostra dedicata ad Arcimboldo, che aveva toccato le cinquantamila presenze, poi le grandi stagioni dei Fenici, dei Celti, degli Etruschi e quelle dedicate a diverse prospettive dell'arte internazionale: la pittura Fiamminga e Olandese, l'Espressionimo, Picasso (nel 1998), l'Arte nel Rinascimento, l'ultima mostra su Salvator Dalì, passando per le esposizioni dedicate alle espressioni artistiche delle grandi civiltà, i Celti, i Greci in Occidente, i Maya, i Faraoni, quest'ultima con un bilancio di quasi settecentomila visitatori. Anche grazie a questi successi, Palazzo Grassi è diventato in questi anni il simbolo della presenza della casa torinese in laguna. Al punto da attirare talvolta l'attenzione per contestazioni clamorose. Come quella dei Disobbedienti dei centri sociali del Nordest, che il 22 novembre 2002 lo occuparono in segno di solidarietà con i lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Nel 1986 Palazzo Grassi era già stato nel mirino della protesta sindacale, quando gli operai 'Sirma' di Marghera - di cui Fiat controllava il 40 per cento del pacchetto azionario - vollero attirare l'attenzione sul rapporto tra gli investimenti culturali di Fiat e la politica industriale del gruppo torinese nell'area veneziana: in quell'occasione i lavoratori innalzarono mongolfiere colorate in Piazza San Marco per protestare contro la decisione della Sirma di chiudere uno dei due stabilimenti della zona industriale. Tempi ormai lontani. I processi di riconversione che hanno interessato il gruppo Fiat, e la necessità di concentrare le risorse sui business principali, portarono nel 2002 alle prime voci su una possibile cessione di Palazzo Grassi da parte di Torino. La trattativa, avviata con il Comune di Venezia, quindi con la Spa del Casinò controllata dall'Amministrazione municipale, ha avuto un'accelerazione solo negli ultimi due mesi, con un dibattito piuttosto accesso all'interno della stessa maggioranza comunale di centrosinistra. Pochi giorni fa, infine, l'annuncio della vendita, con Fiat che cede il 100 per cento di Palazzo Grassi a Casinò Venezia. Un'operazione in due fasi, per un importo complessivo di 28,9 milioni dì euro: da subito la vendita immediata del 51 per cento della Spa che controlla Palazzo Grassi e il restante 49 per cento entro diciotto mesi. Un accordo che è riuscito a salvaguardare anche i posti di lavoro dei quattordici dipendenti dello staff attuale dell'istituzione culturale, che passeranno alla nuova società. Il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha criticato il progetto dell'amministrazione comunale di Venezia di acquisire Palazzo Grassi dalla Fiat. Le critiche sono state rivolte soprattutto contro l'assessore ai Servizi sociali, il verde Beppe Caccia. Galan ha voluto ricordare la vicenda dei trecentocinquanta No global che non pagarono il biglietto del treno per recarsi a Roma e partecipare alla manifestazione contro gli Stati Uniti. Il governatore del Veneto ha evidenziato il fatto che Caccia si era impegnato a pagare la multa, ma che in realtà non lo ha mai fatto.
La cultura ha perso un altro tempio
Palazzo Grassi è stato uno dei centri culturali più importanti al mondo, promuovendo mostre che hanno attirato milioni di visitatori a Venezia. La società Palazzo Grassi Spa, al 90% di proprietà di Fiat, si è costituita nel 1984 con lo scopo di promuovere la cultura. Da allora, oltre 7 milioni di persone hanno visitato le mostre. Il palazzo è stato oggetto di contestazioni, come l'occupazione del 2002 da parte dei Disobbedienti dei centri sociali del Nordest. Nel 2002, si discusse della possibile cessione di Palazzo Grassi da parte di Torino, ma la trattativa è stata avviata solo negli ultimi due mesi.
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