RAVENNA, 12 MAR La scuola del restauro del mosaico di Ravenna e' a rischio di estinzione. E' questo il timore degli studenti che da ieri sono scesi in sciopero. La sede della scuola e' tappezzata di striscioni, le lezioni sono sospese e i ragazzi sono decisi a proseguire ad oltranza la loro protesta. Al centro del problema c'e' il fatto che la scuola con corsi di studi quadriennali, fiore dell' occhiello della Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio di Ravenna, nata nel 1984 non e' mai stata riconosciuta dal Ministero e non puo' rilasciare un regolare diploma, ma solo un attestato di frequenza che vale molto meno. A nulla sono valse finora le richieste che la scuola fosse riconosciuta come sezione distaccata dell' Istituto Centrale del Restauro di Roma. Ora a complicare le cose e a spingere gli studenti allo sciopero c'e' il disegno di legge del Ministro Urbani che andra' in discussione a giorni nella settima commissione del Senato. Il progetto prevede che i corsi per restauratori di beni culturali diventino di durata quinquennale e forniscano un diploma equiparato ad una laurea specialistica. Nell' ambito della riforma hanno spiegato gli studenti rientrano l' Istituto centrale del restauro e l' Opificio delle Pietre dure di Firenze, ma non e' chiaro il destino dalla scuola di Ravenna ed i ragazzi temono che venga definitivamente tagliata fuori. Da qui la protesta. "Chiediamo di essere ascoltati e che le nostre ragioni siano sostenute dai responsabili della scuola ha spiegato una studentessa, portavoce della scuola, che ha sollecitato il diretto impegno della Soprintendente di Ravenna, Annamaria Iannucci, e del sindaco di Ravenna, Vidmer Mercatali - altrimenti la nostra scuola sara' condannata all' estinzione in maniera piu' o meno lenta".
Beni culturali: protesta studenti scuola restauro Ravenna
Studenti della scuola del restauro di Ravenna hanno iniziato uno sciopero per protestare contro la mancata riconoscimento della scuola come sezione distaccata dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma. La scuola offre corsi di studi quadriennali, ma non rilascia un diploma regolare, ma solo un attestato di frequenza. I ragazzi temono che la scuola venga tagliata fuori dalla riforma del Ministero Urbani, che prevede la riconoscimento di corsi di restauro di durata quinquennale e diploma equiparato ad una laurea specialistica.
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