Tante incognite. E una sola certezza. La megadiscarica romana di Malagrotta, autorizzata fino a fine mese, sarà prorogata. Sulla nuova discarica provvisoria destinata a sostituirla manca invece l'accordo. E tra i veti incrociati, si guarda ora a 12 macroaree individuate una settimana fa dalla Provincia di Roma, che il prefetto Sottile si è impegnato a verificare. Con una novità. La discesa in campo di Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, che propone a Sottile cinque opzioni, con alcune new entry: il suo sito di Testa di Cane (attiguo a Malagrotta), l'ampliamento di Malagrotta e un nuovo sito nel quadrante sudest della capitale, sulla via Laurentina. Ieri il vertice con il prefetto commissario per l'emergenza rifiuti a Roma Goffredo Sottile, il presidente della regione Lazio, Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, è stato interlocutorio. «Non abbiamo deciso nulla, stiamo lavorando», hanno detto sia Polverini che Alemanno. Il consenso su Pian dell'Olmo (Roma nord, al confine con il Comune di Riano), la prima scelta di Sottile, sulla quale sembrava esserci il consenso delle istituzioni locali, è andato perdendo pezzi, anche sotto la spinta delle proteste dei comitati locali. Prima era stato il ministro Clini a sottolinearne le criticità dal punto di vista «della sicurezza idrogeologica». Poi si era smarcata la Polverini dicendo che Pian dell'Olmo era «il sito preferito di Zingaretti e Alemanno, mai della Regione». Infine anche Alemanno, che spinge per una discarica fuori Roma, ha fatto dietrofront, stringendo un asse con Clini su Pizzo del Prete (comune di Fiumicino). La picconata definitiva è arrivata l'altro ieri con la bocciatura di Pian dell'Olmo in una mozione unanime del consiglio regionale. Ieri Sottile sembrava rassegnato. E ha risposto «oramai sì» a chi gli chiedeva se potesse scegliere un sito al di fuori dei sette selezionati un anno fa dall'esecutivo regionale (tra questi Pian dell'Olmo). Tanto più che il consiglio regionale, nella sua mozione bipartisan, ha bocciato anche Pizzo del Prete e i siti limitrofi a Malagrotta (Monti dell'Ortaccio e Monte Carnevale), tutti (tranne Monte Carnevale, segnalato dell'Autorità di Bacino del Tevere) inseriti tra quelli potenzialmente idonei nel documento preliminare elaborato a giugno aon dagli uffici della Polverini. Il prefetto ha aperto alla richiesta del consiglio regionale e della stessa Polverini di analizzare le 12 aree individuate dalla Provincia, annunciando che «verranno disposte perizie». E ha riproposto l'opzione di mandare i rifiuti all'estero («È una proposta da perseguire: a Napoli sta funzionando»), malgrado il no dell'ad della Ama (l'azienda dei rifiuti romana) Salvatore Cappello. Ribadendo che nel frattempo Malagrotta, sotto procedura di infrazione Ue a causa dello smaltimento di rifiuti non trattati, «sarà prorogata oltre il 10 giugno». Nell'impasse della politica si intensifica intanto il pressing di Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, tra i protagonisti del business rifiuti in Italia. L'imprenditore (85 anni) ha illustrato al prefetto la sua ricetta per smaltire in discarica solo rifiuti trattati. Lo ha fatto assicurando che entro otto- bre i suoi due impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) lavoreranno a regime. Ma anche proponendo altri due impianti, uno a Rocca Cencia (Roma est) e l'altro a Ponte Malnome (vicino Malagrotta - Roma ovest) per «trattare le 5oomila tonnellate annue di rifiuti» indifferenziati eccedenti la capacità di trattamento dei quattro Tmb romani (due sono dell'Ama). Quanto alla discarica per i residui della lavorazione dei rifiuti trattati, Cerroni ha rilanciato Pian dell'Olmo e Monti dell'Ortaccio. Ma è andato oltre, tirando fuori altre tre ipotesi: il suo terreno a Testa di Cane (a due passi da Malagrotta e sequestrato peraltro lo scorso novembre dai carabinieri del Noe per violazione delle norme edilizie ed ambientali), l'ampliamento a nord-ovest di Malagrotta anche in considerazione del fatto che l'attigua raffineria «a fine anno cesserà l'attività». E un sito da 3 milioni di metri cubia Quarto della Zolforatella sulla via Laurentina, nel Comune di Roma .
LAZIO - Spunta l'ipotesi di una Malagrotta bis
Riassunto in 200 parole:
Il prefetto Sottile ha annunciato che la discarica romana di Malagrotta, autorizzata fino a fine mese, sarà prorogata. La decisione è stata presa dopo un vertice con il presidente della regione Lazio, Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. La scelta del nuovo sito per la discarica è ancora incerta, ma il prefetto ha aperto alla richiesta del consiglio regionale e della Polverini di analizzare le 12 aree individuate dalla Provincia. La discarica di Malagrotta è stata prorogata oltre il 10 giugno a causa dello smaltimento di rifiuti non trattati.
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