Sopralluogo della Soprintendenza ai beni archeologici sul relitto della nave romana adagiata al largo della costa di Caorle. Questa mattina i tecnici della Soprintendenza ai beni archeologici del Veneto, e gli uomini della Capitaneria di Porto, accompagneranno i sub del Gruppo sommozzatori di Caorle che scenderanno in acqua per verificare lo stato di conservazione del prezioso relitto della nave romana, risalente al periodo compreso tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo, che giace a poche miglia dalla spiaggia di Caorle. Si tratta della nave denominata «Caorle 1», scoperta nel 1992 da quattro sub del Pordenonese, dalla quale sono state recuperate alcune anfore oggi esposte alla mostra «TerredAcque» nel Centro culturale Baffle. Oltre ai sub si immergeranno un'archeologa ed il biologo responsabile dell'Oasi marina città di Caorle, Giuseppe Pessa. Il sopralluogo permetterà inoltre di verificare la possibilità di recuperare le centinaia di anfore, un tempo probabilmente contenenti vino, che costituivano il carico della nave e che ancora oggi «riposano» nella stiva dell'imbarcazione.
VENETO - Nave romana, il relitto sarà ispezionato dai sub
Sopralluogo della Soprintendenza ai beni archeologici sul relitto della nave romana adagiata al largo della costa di Caorle. Questa mattina i tecnici della Soprintendenza ai beni archeologici del Veneto, e gli uomini della Capitaneria di Porto, accompagneranno i sub del Gruppo sommozzatori di Caorle che scenderanno in acqua per verificare lo stato di conservazione del prezioso relitto della nave romana, risalente al periodo compreso tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo, che giace a poche miglia dalla spiaggia di Caorle. Si tratta della nave denominata Caorle 1, scoperta nel 1992 da quattro sub del Pordenonese, dalla quale sono state recuperate alcune anfore oggi esposte alla mostra TerredAcque nel Centro culturale Baffle. Oltre ai sub si immergeranno un'archeologa ed il biologo responsabile dell'Oasi marina città di Caorle, Giuseppe Pessa. Il sopralluogo permetterà inoltre di verificare la possibilità di recuperare le centinaia di anfore, un tempo probabilmente contenenti vino, che costituivano il carico della nave e che ancora oggi riposano nella stiva dell'imbarcazione.
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