Danni spolverati un po' su tutti i fronti: turistico, culturale, di immagine. Chi ieri è stato interpellato sull'annullamento della mostra «Mirò! Poesia e luce» non ha dubbi: un evento annunciato e poi cancellato, che ora tenga in ostaggio la Gran Guardia in piena estate, non giova alla città.«Per noi, appuntamenti come questi sono indispensabili per attirare turisti - spiega Gianni Zenatello, presidente del gruppo Albergatori di Confindustria -: il nostro comparto ha bisogno di eventi come questi, sono proprio le grandi mostre di qualità a catalizzare in città un certo tipo di turismo. Se ora questa è saltata è un gran peccato. Serve, dunque, rimettersi subito al lavoro per assicurare futuri appuntamenti dello stesso calibro». E ancora: «Fa bene l'amministrazione a tutelarsi con un'azione legale - spiega Paolo Arena, presidente della Confcommercio -. Qui un evento di richiamo internazionale, che poteva attirare un turismo eterogeneo, oltre che di appassionati, è stato cancellato a pochi giorni dalla sua inaugurazione, creando, soprattutto, un danno di immagine». A colpire, infatti, è proprio il comportamento degli organizzatori: «Le loro motivazioni non stanno né in cielo né in terra - evidenzia l'assessore provinciale alla Cultura Marco Ambrosini -: come si fa a parlare di costi immaginati? Un professionista parla di costi preventivati, non immaginati. Dispiace molto che la mostra non si realizzi più. Sento, comunque, il bisogno di rassicurare tutti: l'estate veronese non rimarrà sguarnita di appuntamenti, anzi. Ci sono tantissime iniziative organizzate dalla Provincia». Dispiaciuto Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile: «Certo, il danno c'è, a livello di immagine, anche se, fortunatamente, succede tanto altro a Verona - racconta -. Cercare di organizzare qualche alternativa in Gran Guardia al posto dell'esposizione su Mirò? Credo sia molto difficile, qui si parla di eventi programmati con largo, larghissimo anticipo». Ma c'è anche chi esprime criticità verso palazzo Barbieri: giocando sull'ironia, i rappresentanti di Ippogrifo, l'associazione che comprende accompagnatori e guide turistiche organizzate della città, parla di «surrealismo alla pearà»: «Flavio Tosi è in perfetta continuità con se stesso - spiega in un comunicato il presidente Alberto Pavoni -. Una delle prime azioni del sindaco Tosi-Uno fu un'azione legale contro Goldin per l'annullamento della mostra "I Capolavori del Louvre". Una delle prime azioni di Tosi-Due, sindaco e pure assessore alla Cultura, è un'azione legale per l'annullamento della mostra su Mirò. E una politica talmente surreale che a Mirò sarebbe piaciuta. O il mondo ce l'ha con noi oppure qualcosa non funziona nella macchina comunale». A seguire la cronistoria fra il caso Goldin e quello, attuale, con Arthemisia, organizzatrice della mostra che ora, al posto della tappa scaligera, verrà prolungata a Roma. «E' ovvio che un appuntamento già pubblicizzato e poi annullato, crei un danno alla città - spiega la docente di Storia dell'arte all'Università di Verona Loredana Olivato -. Anche perché tali eventi sono utili e importanti dal punto di vista economico: sappiamo che il turista che va in Gran Guardia poi prende il caffè in piazza Bra e poi, magari, si spinge in via Mazzini e acquista qualcosa. Però, forse, qui la questione è anche un'altra: sarebbe bene riflettere sui contenuti delle mostre stesse che si vanno ad organizzare. Se fossero più contestualizzate o godessero di qualche legame con la realtà storica o culturale locale, forse ridurrebbero i rischi di essere annullate, così, all'improvviso».