Sentito il sovrintendente Gizzi Leandro Del Gaudio Sedicenti turisti che hanno alloggiato in un importante albergo del centro storico, la decisione del conservatore padre Sandro Marsano di spegnere l'occhio della videosorveglianza, un plico mandato al ministro Ornaghi a firma dello stesso Marino Massimo De Caro. Inchiesta sulla biblioteca dei Girolamini, spuntano nuovi particolari sulle mosse dell'ex direttore, ma anche sulle presunte strategie usate dall'accusato numero uno del saccheggio di libri antichi per dribblare indagini giudiziarie, ma anche rilievi del mondo della cultura. Pagine di una inchiesta aperta, da cui spunta anche l'interrogatorio (come persona informata dei fatti) di Stefano Gizzi, nel corso del quale il sovrintendente per i beni architettonici di Napoli sembra smentire un punto della difesa di De Caro. Ma andiamo con ordine a rileggere il ragionamento che ha spinto il gip Francesca Ferri a firmare la scorsa settimana un ordine di arresto per associazione per delinquere a carico di De Caro e dei suoi presunti sodali. Le altre biblioteche. Agli atti le dichiarazioni di Alberto Bianco, ex direttore della Biblioteca, che riferisce di aver saputo che De Caro «si era recato in visita presso la biblioteca della congregazione di Perugia e Siviglia», un elemento che - a giudizio del gip -, rafforzerebbe il quadro accusatorio a carico dello stesso De Caro. Puntava ad altre biblioteche o cercava di recuperare libri napoletani per il bene del complesso dei Girolamini? Difeso dai penalisti Mercurio, Siracusa e Volo, l'indagato ha ammesso alcuni episodi di sottrazione dei libri e di compravendita, ma si difende dalle accuse di aver perpetrato una forma di saccheggio seriale. Gizzi testimone. Perché sentire il sovrintendente? Perché non è passata inosservata, in questa storia, la «decisione di De Caro di spedire al ministro Ornaghi un plico sulle sue competenze professionali in materia di libri, oltre al suo lavoro meritorio svolto per la Biblioteca». Il plico a Ornaghi porta la data de131 marzo del 2012, che è il giorno successivo la pubblicazione dell' articolo con cui il professor Montanari sollevava l'attenzione dell'opinione pubblica sulla gestione del complesso di via Duomo. Nel plico - secondo quanto emerge dalle indagini - anche un progetto di restauro del complesso Girolamini, a firma dell'architetto Gizzi, quanto basta a spingere la Procura a convocarlo come testimone: Gizzi (che aveva espresso solidarietà verso l'indagato padre Sandro Marsano, incassando la censura dei vertici ministeriali), ha confermato ai pm di Napoli che il progetto era stato elaborato presso il suo ufficio, non era stato portato a termine per mancanza di finanziamenti, e - si legge nell'ordinanza - «a tale progetto nessun contributo aveva apportato De Caro, dal momento che, al momento della sua nomina a direttore della Biblioteca, il progetto era stato già elaborato». Stop alla videosorveglianza. Indagato nell'inchiesta sulla gestione della biblioteca dei Girolamini, padre Sandro Marsano si dice pronto a dimostrare la correttezza del ruolo svolto a Napoli. Difeso dal penalista Bruno Von Arx, padre Marsano viene tirato in ballo nel capitolo che riguarda i primi mesi di gestione targata De Caro. È il gip a ricordare che padre Marsano «avvisava l'utenza dell'indisponibilità dei volumi della gran parte delle sale, causa lavori di organizzazione». Poi: sempre padre Marsano, «il garante», il «conservatore», rendeva «non operativi i sistemi di sicurezza sino a quel momento utilizzati». Uno scenario che, stando alle indagini del procuratore aggiunto Gianni Melillo e dei pm Antonella Serio e Michele Fini, avrebbe cancellato memoria storica secolare, vanificando il lavoro svolto dai precedenti direttori.
NAPOLI - Tour a caccia di libri preziosi. Dai Girolamini a Siviglia Il gip: ecco il sistema De Caro
Il sovrintendente Gizzi è stato convocato come testimone nell'inchiesta sulla gestione della biblioteca dei Girolamini. La Procura di Napoli ha indagato padre Sandro Marsano, ex direttore della biblioteca, e Marino Massimo De Caro, accusato di saccheggio di libri antichi. De Caro ha ammesso di aver sottratto libri e di averli comprato, ma si difende dalle accuse di aver perpetrato un saccheggio seriale. Il gip Francesca Ferri ha firmato un ordine di arresto per associazione per delinquere a carico di De Caro e dei suoi presunti sodali.
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