Ieri è stata lanciata una raccolta di firme in Piazza Dante. Cresce la preoccupazione dei lavoratori per il loro futuro e per quello della Biblioteca Universitaria, per la quale ancora oggi non si prospettano soluzioni neanche temporanee. I sindacati intanto scrivono alla Direzione Regionale dei Beni Culturali chiedendo l'apertura urgente di un tavolo di confronto 3abb11cd916bbb0a60a56f554d6cc791 Sventola da ieri sul palazzo della Sapienza uno striscione: "La biblioteca è di tutti. Non deve chiudere". A 2 settimane dall'ordinanza che ha disposto la chiusura dell'edificio decretandone l'inagibilità al pubblico, nessuna buona nuova sembra affacciarsi all'orizzonte per la Biblioteca Universitaria e per i suoi 37 lavoratori. Dopo la proposta di un trasferimento temporaneo all'ex deposito delle Poste di via Corridoni avanzata in Conferenza dei Servizi, una soluzione ritenuta non praticabile dalla Direttrice della Biblioteca Dottoressa Alessandra Pesante, la preoccupazione dei lavoratori per il loro futuro e per quello della Biblioteca comincia ad aumentare. Consapevoli che la riapertura non sarà immediata anche nell'ipotesi in cui una sede temporanea sia individuata in tempi brevi, i 37 lavoratori si sono dati appuntamento ieri di fronte al Palazzo della Sapienza per mantenere alta l'attenzione della città sulla questione. E per raccogliere attraverso una petizione il sostegno degli abitanti, affinché anche le istituzioni cittadine diano il loro contributo. Firme che affiancheranno quelle sul web: sono oltre 1100 quelle già raccolte e che contano nomi illustri della cultura come Salvatore Settis, Adriano Prosperi, Lucia Tongiorgi Tomasi, e Clemente Marconi, professore di arte e archeologia greca alla New York University. E mentre i volumi aspettano ancora di essere spostati dal palazzo della Sapienza, ieri una lettera è stata inviata alla Direzione Regionale dei Beni Culturali da Cgil, Cisl e Uil, in cui si chiede l'apertura di un tavolo permanente. "La Direzione Regionale - spiega Cinzia Ferrante, responsabile di Fp Cisl - aveva promesso che dopo la Conferenza dei Servizi avrebbe riconvocato i sindacati. Per adesso questa convocazione non è arrivata". Per questo motivo, essendo stato proclamato lo stato di agitazione del personale addetto e in virtù dell'attenzione e della sensibilità dell'opinione pubblica sulla problematica, i sindacati hanno deciso unitariamente di richiedere l'apertura urgente di un tavolo di confronto. "In particolare - si legge nella lettera - a seguito della Conferenza dei Servizi, si manifesta una giustificata preoccupazione in merito al destino della biblioteca e al suo stesso mantenimento presso l'Università degli Studi di Pisa, nonché su come si intenda organizzare il personale attualmente dipendente e provvisoriamente collocato presso la Sovrintendenza". Ospitati infatti in una stanza messa a disposizione dalla Sovrintendenza di Pisa, i 37 lavoratori della Biblioteca ancora oggi è lì che attendono di capire dove e quando potranno riaprire la biblioteca, se pure parzialmente. "Ciò che chiediamo - spiega una delle lavoratrici della Biblioteca - sono intanto quei 2-300 mq promessi in Conferenza dei Servizi che ci consentano di riaprire il servizio attuando una selezione di quale materiale rendere fruibile. Ufficialmente fin dai primi giorni abbiamo chiesto di essere collocati alla Domus Galileiana, dove sono depositati alcuni dei nostri fondi. Ma una risposta formale ancora oggi non è arrivata". Una soluzione potrebbe arrivare dalla Capitale, dove si attende la risposta del Ministro Ornaghi all'interpellanza presentata da alcuni deputati del Pd, fra cui spiccano i nomi di Massimo D'Alema, Enrico Letta, Paolo Fontanelli, Ermete Realacci e Maria Grazia Gatti. Del resto, commentano i lavoratori della Biblioteca che si aspettano che il nodo venga sciolto dal Ministro dei Beni Culturali (dal quale dipende la Biblioteca Universitaria) "è da Roma che deve arrivare una decisione, certo non siamo noi a poterla prendere".
PISA - Sapienza, i lavoratori: "La biblioteca è di tutti. Non deve chiudere"
Riassunto in 200 parole:
Ieri è stata lanciata una raccolta di firme in Piazza Dante per sostenere i lavoratori della Biblioteca Universitaria di Pisa, che si trovano in una situazione di agitazione a causa della chiusura dell'edificio. I sindacati hanno scritto alla Direzione Regionale dei Beni Culturali chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto per discutere la situazione. La Direzione Regionale aveva promesso di riconvocare i sindacati dopo la Conferenza dei Servizi, ma non ha ancora fatto ciò. I lavoratori hanno inviato una lettera ai sindacati richiedendo l'apertura di un tavolo di confronto e hanno chiesto che vengano risolte le loro preoccupazioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo