Monti: pronti a vendere beni pubblici L'intervento alla Camera: «Paese più forte ma lo spread scenderà se l'Europa imboccherà la strada della crescita» di Gabriele Rizzardi wROMA Annuncia un importante piano di dismissioni di beni mobili e immobili, e anche un nuovo decreto «a giorni» per la crescita. Assicura che la situazione dell'Italia è «rafforzata» rispetto a qualche mese fa ma poi aggiunge che la fase che l'Europa sta atraversando è «cruciale» per i suoi destini e quindi chiede alla sua maggioranza di «raddoppiare gli sforzi». Sia sul fronte interno, approvando rapidamente le riforme all'esame del Parlamento, sia su quello europeo, offrendo il consenso necessario per prendere tutte le misure che possono far scendere lo spread. Mario Monti parla per mezz'ora alla Camera e, a due settimane dal decisivo Consiglio Europeo del 28, illustra l'evoluzione della crisi. Il premier spiega che i fondamentali dell'Italia sono «solidi» e annuncia che nei prossimi giorni ci sarà un nuovo decreto, un «tassello» che si inserisce nella più ampia «operazione crescita» iniziata fin dal primo giorno del governo. Ad ascoltare il premier, nell'aula di Montecitorio, ci sono i leader della maggioranza che promettono lealtà ma gli chiedono anche di fare pressing sulla Merkel per convincerla ad abbandonare la strada del solo rigore. Il Professore, visibilmente preoccupato, prova a non deluderli e spiega che solo con un «pacchetto credibile» varato a Bruxelles i mercati riterrano più sostenibile la finanza del vecchio continente: «Se ci sarà crescita pagheremo uno spread inferiore, i tassi di interesse scenderanno, le imprese saranno facilitate negli investimenti e ciò ci metterà al riparo dal contagio». La maggioranza continuerà a sostenere Monti? Giorgio Napolitano, che definisce «molto positivo» il vertice di due giorni fa a Palazzo Chigi con Alfano, Bersani, Casini e il premier, ne è convinto e dopo aver ricordato che l'Italia «si aspetta una risposta dall'Europa», non nasconde la sua felicità per la bella immagine che il governo ha saputo offrire in uno dei momenti più difficli: «Si è mostrata la consapevolezza della assoluta necessità di dare prova di coesione perché siamo in un momento molto difficile». Ma adesso è giunto il momento delle scelte ed è per questa ragione che gran parte dell'agenda di Monti delle prossime settimane sarà dedicata a costruire il «consenso necessaruio a Bruxelles». Il premier, che ha contatti continui con Barack Obama («Il presidente Usa è comprensibilmente in apprensione per la situazione europea»), dopo aver riferito alla Camera è volato a Berlino per incontrare il ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble. E dopo uno scambio di complimenti che è destinato a madare su tutte le furie i "falchi" del Pdl («Wolfgang sei il mio mentore..» dice Monti. «Tu rappresenti una formidabile combinazione di intelligenza e di capacità politica» risponde Schaeuble), il Professore assicura che l'Italia non è un paese a rischio e spiega perché. La premessa è che dopo un «pesantissimo» intervento sui conti pubblici, «non occorrerà una seconda manovra economica». Ma si parla anche della Tobin Tax, «che avrebbe senso se introdotta nell'Europa a 27» e di una parte del patrimonio pubblico che lo Stato Italiano si appresata a cedere: «Ci stiamo preparando e abbiamo predisposto dei fondi immobiliari e mobiliari»