PER il sindaco Alemanno l'archeologia sembra sempre una spina nel fianco dei lavori pubblici. Soprattutto nel caso della realizzazione della Metro C, il cui ritardo sarebbe da imputare agli scavi di reperti archeologici. Proprio ieri mattina, nella cerimonia inaugurale della Metro B1, il primo cittadino sciorinava i numeri della nuova tratta, per poi dare l'affondo, dichiarando che «I ritardi si sono verificati per i cantieri della linea C, a causa delle difficoltà estreme per i ritrovamenti archeologici». Parole che hanno fatto saltare sulla sedia i dirigenti della soprintendenza ai beni archeologici che, carte alla mano, hanno replicato con i dati ufficiali che smentiscono i ritardi. Per la linea C i lavori sono decollati nel 2007, e in cinque anni hanno macinato 18 chilometri di gallerie, e delle 22 stazioni previste dal progetto, ne sono state realizzate già 20. Di queste, 10 erano stazioni legate alla vecchia linea ferroviaria Roma-Pantano, che oggi sono state ristrutturate, mentre ex novo sono 12, di cui 10 già completate. 'La stazione di piazza Lodi si sta completando mentre per la stazione via La SpeziaSan Giovanni si sta lavorando - avvertono i tecnici di Roma Metropolitane in contemporanea si stanno eseguendo opere civili e scavi preventivi secondo i tempi programmati'. La linea C, nel tratto Pantano-San Giovanni, è pronta all'82, e l'inaugurazione della tratta da Pantano a Centocelle è prevista per la fine del 2012 e l'inizio del 2013. Il confronto parla chiaro: se per la Metro B1 ci sono voluti 7 anni per scavare 4 chilometri e allestire 3 stazioni, per la linea C in 5 anni sono stati realizzati il triplo dei chilometri e venti stazioni delle ventidue previste dal piano. Le 'problematiche archeologiche', più che creare ritardi, sembrano aver regalato la suggestione della scoperta di tesori inediti. «Per piazza Annibaliano abbiamo fatto una straordinaria ricostruzione geologica dell'ambiente senza far perdere un solo giorno sulla tabella di marcia», racconta la responsabile degli scavi della Metro B1 Marina Piranomonte. Ma sono i lavori per la linea C che hanno restituito reperti di ogni tipo, anche perché hanno attivato la più vasta campagna di scavi archeologici degli ultimi dodici anni, non solo la più estesa ma soprattutto la più profonda arrivando a quasi 20 metri di profondità. «Basti pensare che solo nel tratto Pantano-Borghese è stato trovato un grosso giacimento eneolitico - racconta la responsabile del cantiere di San Giovanni Rossella Rea - E a via La Spezia la fitta stratigrafia ha fatto luce su reperti dal II secolo all'800». Uno straordinario 'problema archeologico', che neanche la relazione della Corte dei Conti del dicembre 2011 ha messo sotto accusa, quando il dito era puntato sulla lievitazione dei costi, dovuti anche all'affidamento esterno dei collaudi a fronte di compensi elevatissimi. «Purtroppo i resti archeologici che hanno fatto grande Roma e sono fonte di turismo vengono ancora considerati ingombri fastidiosi», commentano dalla soprintendenza.
ROMA . "I resti archeologici che fanno grande la città e sono fonte di turismo sono considerati ingombri fastidiosi"
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha affermato che i ritardi nella realizzazione della Metro C sono stati causati dai ritrovamenti archeologici. Tuttavia, i dirigenti della soprintendenza ai beni archeologici hanno contestato questa affermazione, citando i dati ufficiali che mostrano che i lavori per la linea C sono stati completati in cinque anni, con 18 chilometri di gallerie e 20 stazioni realizzate. La linea C è pronta all'82% e l'inaugurazione della tratta da Pantano a Centocelle è prevista per la fine del 2012 e l'inizio del 2013.
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