Dopo le scosse, centinaia di monumenti sono pericolanti e alcuni incombono sulle case e sulle strade. Salvare o demolire? Noi vogliamo salvare tutto il patrimonio culturale e religioso - risponde l'architetto Carla Di Francesco, direttore dei beni culturali dell'Emilia Romagna - ma dobbiamo individuare delle priorità. Il nostro metodo prevede di partire dai casi più gravi ma recuperabili: l'urgenza da tutti condivisa, ora, è salvare la popolazione e riportarla a casa mettendo in sicurezza i campanili e le strutture che impediscono l'agibilità di strade e abitazioni. Anche a costo di abbattere? Nei giorni scorsi abbiamo dovuto sacrificare due campanili per questo, ma non è una scelta in conflitto con la tutela dei beni culturali perché in quel caso non erano assolutamente possibile la messa in sicurezza, come hanno attestato i vigili del fuoco. A volte veniamo accusati di conservare troppo, a volte di sacrificare troppo, invece noi agiamo nell'interesse collettivo. In questo terremoto, stiamo lavorando per restituire quanto prima i centri storici alla popolazione, anche perché siamo convinti che se resteranno disabitati nessuno si curerà di restaurare i monumenti. Naturalmente, dobbiamo e vogliamo arrivare a questo risultato mettendo in sicurezza tutti i monumenti e senza sacrificarne altri. Chi deciderà cosa è prioritario e cosa no? In questa fase, sia chiaro, parliamo ancora di messa in sicurezza, non di restauro. I lavori più urgenti saranno individuati in collaborazione con i Comuni e la Protezione civile. Ho creato uno staff di docenti universitari che sta predisponendo i progetti di messa in sicurezza, comprensivi di costi, per consegnarli ai sindaci che sono titolari del finanziamento pubblico e che dovranno procedere all'assegnazione dei lavori. Parallelamente, stiamo intervenendo con i vigili del fuoco, che effettuano a loro volta puntellamenti e interventi provvisionali. Dico subito che non sarà semplice né rapido, perché c'è una quantità industriale di beni lesionati e perché all'interno dei monumenti danneggiati sono tuttora custoditi dei veri e propri tesori che aspettano di essere salvati. In questi giorni ad esempio abbiamo estratto il trittico di Bernardino dalla chiesa di San Felice sul Panaro e i dipinti del Guercino della chiesa del Rosario a Cento. Tutti i beni mobili saranno trasportati a Sassuolo, dove saranno custoditi e restaurati. Quando inizierete a pensare alla ricostruzione? Il 19 giugno partirà la fase della ricognizione che è funzionale alla ricostruzione. Si partirà con la rilevazione del danno. Costituiremo le squadre - un vigile del fuoco, un ingegnere strutturista e un funzionario del Mibac - che censiranno (dove possibile) lesioni e crolli e quantificheranno il costo della riparazione. E' il primo passaggio, fondamentale, di ogni piano di ricostruzione. Messa in sicurezza e ricostruzione partiranno così in parallelo, affinchè gli interventi d'emergenza siano complementari a quelli ricostruttivi.
TERREMOTO EMILIA - Abbatteremo solo ciò che è irrecuperabile
L'architetto Carla Di Francesco, direttore dei beni culturali dell'Emilia Romagna, ha spiegato come il suo team stia lavorando per salvare i monumenti danneggiati dal terremoto. I casi più gravi sono stati prioritariamente individuati e i campanili e le strutture che impediscono l'agibilità di strade e abitazioni sono stati messi in sicurezza. Alcuni monumenti sono stati demoliti per motivi di sicurezza, ma l'obiettivo è di salvare il patrimonio culturale e religioso. Il team sta lavorando con i Comuni e la Protezione civile per individuare i progetti di messa in sicurezza e per assegnare i lavori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo