Le autorizzazioni urbanistiche e commerciali tolte ai Comuni: via in autunno se la legge passerà in consiglio A SETTEMBRE cambierà tutto: sopra i 1500 metri quadrati di superficie sarà la Regione e non più i Comuni a decidere se concedere o meno le autorizzazioni urbanistiche e commerciali. La grande distribuzione dovrà fare i conti con la nuova legge toscana che sarà discussa in giunta il 18 giugno e che dovrà superare l'esame del consiglio regionale non più tardi del 30 settembre. «Si tratta di un adeguamento alle norme dettate dal decreto Monti sulle liberalizzazioni», spiega l'assessore al Commercio Cristina Scaletti che sta lavorando al testo insieme alla collega dell'Urbanistica Anna Marson. «Il concetto base del governo è che non si può limitare la concorrenza né mettere dei contingentamenti numerici per le nuove aperture di grandi superfici di vendita», dice Scaletti. «Di fronte a questo le Regioni avevano due scelte possibili: non fare nessuna legge recependo totalmente la normativa del governo oppure adeguare le proprie leggi entro la fine di settembre. La Toscana, come altre Regioni, ha imboccato questa seconda strada». Cosa prevede la legge che verrà presentata in giunta lunedì prossimo? «Il nostro obiettivo », dice Scaletti, «resta quello di continuare ad armonizzare l'equilibrio tra piccolo e grande commercio evitando quel fenomeno del "bomba libera tutti" che penalizzerebbe il commercio al dettaglio e i centri commerciali naturali delle città per favorire solo i colossi del consumo. E questo modello, come abbiamo già detto in tante occasioni, non rappresenta il tessuto culturale, sociale, economico che caratterizza la vita delle città e dei centri della Toscana dove il piccolo commercio svolge un ruolo prezioso di tutela del territorio». Di qui la svolta in atto. Non sarà più il criterio della dimensione a determinare le scelte politiche in materia di grande distribuzione. «Finora usavamo la formula della Svag, ossia la grande superficie di vendita autorizzabile che veniva distribuita dalla Regione nelle tre aree del centro, della costa e della Toscana meridionale in base a piani triennali in cui venivano stabiliti i metri quadrati complessivi che potevano essere concessi. Ma adesso senza regolamentazione si verrebbe a creare un dissesto profondo a sfavore dei "piccoli" e quindi per poter regolamentare adeguandosi al decreto Monti l'unica via possibile è invocare i criteri che la stessa normativa nazionale e la direttiva europea Bolkestein fissano come deroga: tutela della salute pubblica, dell'ambiente, del paesaggio, dei beni culturali, della qualità dell'aria, dell'insieme del contesto in cui il nuovo insediamento dovrebbe nascere». La nuova legge cambierà le regole seguite fino ad oggi: «Abbiamo intenzione di mettere a 1.500 metri quadrati il limite della media distribuzione, che invece finora in molti comuni veniva considerata quella che non oltrepassava i 2.500 metri. Oltre i 1.500 d'ora in poi sarà la Regione e non più il Comune a concedere le autorizzazioni». Ma i sindaci toscani come reagiranno? «Vedremo se questo orientamento sarà compreso dall'Anci. Io mi auguro di sì, perché servirà a dare ai centri commerciali un dimensionamento più compatibile con la realtà toscana e a ridurre il proliferare della grande distribuzione».