"La morte sosteneva Borges è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare". E da rispettare erano le norme sancite dal Trattato di pace di Saint-Germain en Laye del 1919 che stabiliva la sistemazione monumentale e perenne delle tombe dei caduti durante la Prima Guerra Mondiale, premessa al sorgere di ossari e cimiteri dedicati. Di qui l'esigenza di far tornare a nuova dignità e conoscenza l'ossario austro-ungarico di Staglieno, su impulso della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria. Tale monumento risale al 1931 quando le spoglie di più di mille prigionieri di guerra austro-ungarici, morti a Genova dove lavoravano all'Ansaldo, nel porto e in cantieri edili, vennero trasferite in 33 colombari senza nome all'interno di un ossario appositamente costruito. L'intervento di restauro è stato effettuato dall'ingegner Rita Pizzone, dal geometra Enrico Vatteroni e dal restauratore Stefano Vassallo. L'inaugurazione si terrà sabato alle 9.15 a Staglieno. A memoria dei 1128 soldati austro-ungarici sepolti a poche centinaia di metri dal più noto cimitero dei Mille si è deciso di porre in opera lapidi marmoree con i nomi dei caduti, adempiendo così al trattato del 1919. Per evitare che il monumento cada nuovamente nell'oblio, l'Associazione Nazionale Alpini si occuperà della manutenzione e della cura del luogo. (benedetta stella)
LIGURIA - La tomba austriaca Sacrario restaurato
L'ossario austro-ungarico di Staglieno, costruito nel 1931, è stato oggetto di un intervento di restauro. Le spoglie di 1128 soldati austro-ungarici, morti a Genova durante la Prima Guerra Mondiale, sono state trasferite in 33 colombari senza nome all'interno dell'ossario. L'intervento di restauro è stato effettuato dall'ingegner Rita Pizzone, dal geometra Enrico Vatteroni e dal restauratore Stefano Vassallo. A memoria dei soldati austro-ungarici, sono state poste lapidi marmoree con i nomi dei caduti, adempiendo al trattato del 1919.
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